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Teramo, sicurezza al buio: via Pascoli e via Paladini senza luce, residenti esasperati

di Giancarlo Falconi
1 minuto

La tradizione tutta teramana sembra essere stata rispettata ancora una volta. Si convocano tavoli sulla sicurezza pubblica in Prefettura, si moltiplicano riunioni, controlli, strategie e richiami alla sicurezza reale e percepita. Poi basta arrivare la sera in alcune strade della città per scoprire che manca perfino il requisito più elementare: la luce.
Succede in via Pascoli e in via Paladini, dove le segnalazioni dei residenti raccontano di tratti rimasti al buio e di una sensazione di insicurezza che aumenta inevitabilmente con il calare della sera. Mail su mail, richieste di intervento, proteste e timori soprattutto per chi è costretto a percorrere quelle zone a piedi nelle ore più tarde.
Il paradosso è evidente. Da una parte gli sforzi della Prefettura, la capacità preventiva e investigativa delle Forze dell’Ordine, i controlli e il tentativo di restituire tranquillità ai cittadini. Dall’altra una pubblica illuminazione che, quando viene meno, rischia di vanificare almeno sul piano della percezione una parte di quel lavoro.
E non sarebbe un episodio isolato. Anche dal quartiere di Villa Mosca arrivano segnalazioni di giornate e intere notti trascorse senza illuminazione pubblica, con strade e spazi urbani lasciati nell’oscurità.
Non servono grandi teorie sulla sicurezza urbana per capire che una strada illuminata rappresenta il primo, banalissimo presidio di vivibilità. Non sostituisce una pattuglia, non impedisce automaticamente un reato, ma consente di vedere, di essere visti e soprattutto di vivere un quartiere senza sentirsi abbandonati.
La domanda, allora, è molto semplice: chi deve intervenire?
Perché prima ancora delle grandi strategie, dei tavoli istituzionali e delle dichiarazioni sulla sicurezza, una città capoluogo dovrebbe essere capace almeno di garantire ai propri cittadini una cosa elementare: accendere i lampioni.

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