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Ornano, il tetto della materna riaccende lo scontro: «La sicurezza dei bambini viene prima di tutto»

di Giancarlo Falconi
1 minuto

COLLEDARA – Il nuovo anno scolastico è iniziato, ma per i bambini della scuola dell’infanzia di Ornano le porte del loro plesso restano chiuse. E mentre le attività sono state trasferite altrove, a riaccendere la polemica sono le fotografie del tetto dell’edificio, diffuse dal gruppo SiAmo Colledara.
 

Immagini che la minoranza definisce eloquenti e che, secondo il gruppo, confermerebbero criticità già ricavabili dagli atti pubblicati all’albo pretorio comunale.
«Mentre l’amministrazione Tiberii si perde in futili slalom – attacca SiAmo Colledara – noi abbiamo una sola priorità: la sicurezza dei nostri bambini».
 

L’opposizione rivendica di aver sollevato da tempo la questione nelle sedi istituzionali e contesta le risposte ricevute dal sindaco, definite «vaghe e ripetitive rassicurazioni». Nel mirino finisce anche il comportamento della maggioranza, accusata di non aver espresso dubbi o chiesto ulteriori approfondimenti sulla situazione dell’edificio.
 

Il punto più contestato resta quello della programmazione. Secondo SiAmo Colledara, la lunga pausa estiva avrebbe rappresentato il periodo ideale per affrontare la problematica e intervenire prima della ripresa delle lezioni.
Adesso, però, l’obiettivo dichiarato è evitare che la chiusura si trasformi in una lunga sospensione.
 

«Auspichiamo la riapertura del plesso scolastico e la ripresa delle attività didattiche nei termini indicati negli atti, circa 60 giorni – sottolinea il gruppo –. Non diamo ascolto a chi semina pessimismo parlando di tempi lunghi».
 

La richiesta è dunque quella di rispettare il cronoprogramma, eseguire tutte le verifiche necessarie e restituire il prima possibile la scuola alla comunità.
 

Perché, al di là dello scontro politico, la vera partita si gioca su un terreno molto concreto: capire quando i bambini potranno rientrare nella materna di Ornano e, soprattutto, se potranno farlo in una struttura finalmente messa in sicurezza. È su questa risposta che, nelle prossime settimane, saranno misurati tempi, interventi e responsabilità.

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