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Madonna delle Grazie, il bello sfregiato dall’inciviltà: gomme sul selciato appena restituito alla città

di Giancarlo Falconi
2 minuti
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Non è una questione di danno materiale. O, almeno, non soltanto. È soprattutto una questione di cultura, di educazione e di rispetto. Rispetto per un luogo religioso, per uno spazio pubblico e per quella bellezza che una città dovrebbe imparare a custodire invece di vedere continuamente minata dal gusto dell’oltraggio.
A Teramo, mentre l’Amministrazione ragiona sul futuro della piazza davanti al Santuario della Madonna delle Grazie e sulla possibilità di valorizzare ulteriormente uno degli scorci più suggestivi del capoluogo, qualcuno ha pensato bene di lasciare il proprio segno sul selciato.
Segni di gomme, riconducibili al passaggio e alle evoluzioni di motorini o biciclette, sono comparsi sulla pavimentazione. Il risultato è quello che si vede: il bello disturbato dal brutto, la cura contrapposta all’inciviltà.
E pensare che proprio quella piazza potrebbe diventare qualcosa di ancora più affascinante. Il nuovo colpo d’occhio davanti al Santuario apre infatti a diverse possibilità di sistemazione: uno spazio verde, magari con un piccolo giardino a labirinto di siepi, quasi alla maniera di un dedalo, capace di accompagnare e valorizzare l’ingresso a uno dei luoghi simbolo della città.
Poi arrivano i soliti imbecilli.
Il loro gusto sembra essere sempre lo stesso: lasciare una traccia, dimostrare di essere passati, trasformare uno spazio comune in una lavagna personale. Poco importa che davanti ci sia un Santuario, che il luogo abbia un valore storico e religioso o che sia stato appena restituito alla città con una nuova veste.
Il punto, dunque, non è soltanto capire se quei segni possano essere cancellati facilmente. Il problema è un altro: perché qualcuno sente ancora il bisogno di sporcare, segnare o deturpare ciò che appartiene a tutti?
Una città diventa più bella con i lavori pubblici, con il verde e con una buona progettazione urbana. Ma resta bella soltanto se chi la vive possiede anche la cultura necessaria per rispettarla.

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