Il Comune di Giulianova ha revocato la concessione demaniale marittima dello stabilimento balneare Costa Verde e ordinato il rilascio dell’area, perché per anni la gestione dell’attività è stata affidata a un soggetto diverso da quello titolare della concessione, la Mace Srl, senza le necessarie autorizzazioni. Una decisione che è stata successivamente confermata sia dal Tribunale amministrativo regionale dell’Abruzzo sia, in sede cautelare, dal Consiglio di Stato. Nel corso del procedimento è emerso anche che la società Costa Verde non è in possesso di una partita Iva attiva, mentre la Mace Srl, che di fatto ha gestito la concessione, non risulta fiscalmente attiva.
Nel dettaglio, la vicenda riguarda la concessione demaniale intestata alla società Costa Verde per un tratto di arenile sul lungomare Zara. Nel luglio 2025 il Comune ne ha dichiarato la decadenza, come conseguenza nei casi di abusiva sostituzione di altri nel godimento della concessione. Secondo quanto ricostruito negli atti, l’amministrazione ha contestato infatti alla società, la Costa Verde, di aver consentito a un’altra impresa, la Mace Srl, di gestire lo stabilimento balneare senza aver ottenuto il preventivo assenso richiesto dalla normativa.
La società Costa Verde ha impugnato il provvedimento. Per il Tar però, come scritto nella sentenza del 13 marzo 2026, una volta accertato che un soggetto diverso dal concessionario ha effettivamente gestito l’attività senza autorizzazione, la decadenza della concessione rappresenta una conseguenza prevista dalla legge. Il ricorso è stato quindi respinto.
Dopo la decisione del tribunale amministrativo, la società ha presentato appello al Consiglio di Stato chiedendo la sospensione della sentenza. Anche questa richiesta è stata però respinta con ordinanza pubblicata l’11 giugno 2026. I giudici di Palazzo Spada, infatti, hanno evidenziato che, anche ipotizzando una successiva regolarizzazione della procedura autorizzativa, resterebbe comunque il fatto contestato dal Comune, cioè il coinvolgimento nella gestione dello stabilimento di un soggetto diverso dal concessionario per un periodo compreso tra il 2018 e il 2024.
Ma c'è dell'altro, perché il Consiglio di Stato ha rilevato che il provvedimento comunale è stato motivato anche dal fatto che la Mace Srl, individuata come il soggetto coinvolto nella gestione dello stabilimento, sarebbe risultata fiscalmente inattiva o comunque inesistente. Non solo. Nella stessa ordinanza i giudici osservano che la società concessionaria, la Costa Verde, non risulterebbe in possesso di una partita Iva attiva, ciò che le impedirebbe in sostanza di svolgere gran parte delle attività oggetto di concessione.
Alla luce delle due pronunce, la decadenza della concessione resta efficace, così come l’ordine di rilascio e sgombero dell’area demaniale. Resta ancora pendente il giudizio di merito davanti al Consiglio di Stato, che probabilmente si attenderà non prima di svariati mesi, e che dovrà pronunciarsi in via definitiva sull’appello presentato dalla società Costa Verde.
N.S.
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