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Teramo, dalla gara sul ripristino stradale al Dup: la società prepara il ricorso e si apre un nuovo fronte politico-amministrativo

di Giancarlo Falconi
5 minuti

L’ultimatum è scaduto il 31 luglio senza una risposta ritenuta soddisfacente. La società che aveva chiesto al Comune di Teramo di annullare in autotutela l’intera procedura della gara per il servizio di ripristino delle condizioni stradali dopo gli incidenti, compresa l’aggiudicazione definitiva, avrebbe deciso di proseguire la propria iniziativa nelle sedi legali.
 

La diffida concedeva all’Amministrazione dieci giorni per intervenire. In caso contrario, i legali avevano annunciato un ricorso davanti al Tribunale amministrativo regionale e il possibile coinvolgimento della Procura regionale della Corte dei conti e degli altri organi di vigilanza e controllo.
La risposta trasmessa dal Comune sarebbe stata giudicata «altamente insufficiente» dalla società interessata, che ora si preparerebbe a dare seguito alle azioni già preannunciate. Una vicenda che rischia dunque di spostarsi dagli uffici comunali alle aule della giustizia amministrativa, con possibili ulteriori approfondimenti sugli atti e sulla regolarità della procedura.
 

Ma il confronto sulla gara non sarebbe l’unico fronte aperto a Palazzo di Città. Nuovi dubbi riguardano infatti il Documento unico di programmazione 2027-2029, approvato dalla Giunta comunale con la deliberazione numero 291 del 2026.
Dagli atti emergerebbe l’assenza di quattro assessori  durante la seduta, svolta in modalità telematica. Tra gli assenti risulterebbero due esponenti riconducibili all’area Cavallari, uno all’area Mariani e lo stesso assessore  titolare della delega alla Polizia Locale.
 

Una circostanza che, secondo le osservazioni formulate, meriterebbe un approfondimento per verificare se le assenze siano state determinate da problemi tecnici di collegamento, da mancate partecipazioni o da altre ragioni. Resta inoltre da chiarire se tali elementi possano avere conseguenze sulla regolare costituzione del collegio deliberante.
 

Le contestazioni più rilevanti riguardano però la macrostruttura amministrativa riportata nel Dup. Il documento sembrerebbe rappresentare, alla data del 30 giugno 2026, l’esistenza di una “Area 2 – Polizia Locale” dotata di qualifica dirigenziale.
Questa impostazione, secondo i rilievi avanzati, potrebbe essere in contrasto con la macrostruttura approvata dalla Giunta comunale con la deliberazione numero 244 del 24 maggio 2025 e con i successivi atti attuativi numero 245 e 246.
 

In base a tale organizzazione, la Polizia Locale sarebbe stata collocata tra gli uffici e i servizi amministrativi alle dirette dipendenze del sindaco, senza il riconoscimento di un’autonoma area dirigenziale.
Un’ulteriore criticità riguarderebbe l’indicazione, all’interno del Dup, del funzionario quale dirigente della struttura. Il punto 5 della deliberazione 244 del 2025 avrebbe infatti previsto la decadenza automatica, a partire dal primo luglio dello stesso anno, dei precedenti provvedimenti sindacali di attribuzione delle funzioni dirigenziali.
 

Da qui il dubbio sulla presenza di validi e successivi decreti di nomina capaci di sostenere l’inquadramento inserito nel documento programmatorio.
La questione assume anche un rilievo finanziario. Dai documenti di monitoraggio allegati risulterebbe che alla struttura della Polizia Locale sia stata attribuita la gestione di oltre 650mila euro tra entrate e spese.
 

Qualora fosse confermata l’assenza di un legittimo centro di responsabilità, di un’autonomia contabile della struttura o di validi poteri di firma dirigenziale, potrebbero rendersi necessarie verifiche sul rispetto del Testo unico degli enti locali e del regolamento comunale di contabilità.
Per questa ragione verrà chiesto un approfondimento anche sul parere favorevole di regolarità contabile espresso sulla deliberazione numero 291 del 2026.
 

Tra gli elementi richiamati figura inoltre la sentenza numero 477 del 2026 del Tar Abruzzo, pubblicata il 30 giugno. Secondo la ricostruzione contenuta nelle osservazioni, la pronuncia avrebbe dichiarato nulli i provvedimenti con i quali la direzione della Polizia Locale viene affidata, anche temporaneamente, a titolari o responsabili di altri settori dell’Ente, in violazione dell’articolo 11, comma 3, della legge regionale Abruzzo numero 42 del 2013.
Alla luce di tale orientamento, l’assetto organizzativo recepito nello schema del Dup potrebbe presentare, secondo i contestatori, un vizio non sanabile attraverso successive ratifiche.
 

La richiesta formulata sarebbe quindi precisa: il Collegio dei revisori dei conti dovrebbe verificare l’attendibilità dei dati, la regolarità della macrostruttura e i presupposti contabili del documento, valutando anche un parere non favorevole o la sospensione dell’iter consiliare.
Al Segretario generale verrebbe invece chiesto di vigilare sulla legittimità degli atti e sulla coerenza tra il Dup, la struttura organizzativa vigente e i precedenti provvedimenti della Giunta.
 

L’appello finale è rivolto ai consiglieri comunali, chiamati a valutare se approvare il documento nello stato attuale oppure sospenderne l’esame in attesa di tutti i chiarimenti necessari.
 

Tra il ricorso annunciato sulla gara del ripristino stradale e i dubbi sollevati sul Dup, per l’Amministrazione comunale di Teramo si apre dunque una fase particolarmente delicata. Una fase nella quale non basteranno rassicurazioni politiche: serviranno atti, decreti, pareri e risposte capaci di chiarire, punto per punto, la piena legittimità delle scelte compiute.

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