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Caso Palazzo Arpa Teramo. Indovinate chi paga?

di Giancarlo Falconi
3 minuti

Alla luce delle recenti dichiarazioni del Presidente della Provincia di Teramo, Camillo D’Angelo, e preso atto dell’ultima Delibera del Direttore Generale di Arpa Abruzzo, Maurizio Dionisio, mi trovo costretto a tornare sulla vicenda dell’ormai noto ex Palazzo della Sanità, sito in Piazza Martiri Pennesi, che a partire dal 14 di questo mese non sarà più ufficialmente la sede teramana dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale. Da un lato, la Provincia afferma di essere proprietaria dell’intero immobile, sulla base di atti richiamati dal Presidente D’Angelo, che rivendica anche la titolarità del finanziamento di circa 8 milioni di euro stanziato dall’USR. Dall’altro, il Direttore Generale di Arpa Dionisio, richiamando la Legge Regionale n. 64 del 1998, sostiene con fermezza che la struttura sia di proprietà di Arpa, in virtù di passate deliberazioni della Giunta Regionale. È noto che entrambi gli enti abbiano conferito mandato a dei legali per tutelare le rispettive posizioni. Tuttavia, nel frattempo, il progetto di demolizione e ricostruzione dell’ex Palazzo della Sanità è completamente fermo al palo, così come risulta bloccato anche il percorso di delocalizzazione a Campo Boario. Infatti, dopo la delibera di Giunta Comunale dello scorso giugno, l’argomento non è mai approdato in Consiglio Comunale per la necessaria discussione e votazione, a dimostrazione del fatto che gli Assessori all’urbanistica e ai lavori pubblici hanno altre priorità. Oggi non si parla più del cronoprogramma da rispettare. Ciò che fino a poco tempo fa appariva certo è tornato improvvisamente in discussione, il tutto avvolto da un preoccupante silenzio istituzionale che rischia di produrre le peggiori conseguenze. Per quale motivo, nella Delibera di Arpa relativa al trasferimento, si parla in maniera riduttiva di una semplice “ristrutturazione”? Che fine ha fatto l’urgenza, più volte manifestata dal Direttore Generale Dionisio, di affidare rapidamente i lavori di demolizione e ricostruzione? Lui stesso sosteneva (erroneamente) che il mancato rispetto delle tempistiche avrebbe comportato la perdita del finanziamento. Qual è, ad oggi, lo stato dell’iter per la realizzazione della nuova sede? Qualora le affermazioni del Presidente D’Angelo trovassero conferma, quali sarebbero le ricadute sul progetto di demolizione e ricostruzione? Ma soprattutto quale sarebbe il futuro della sede Arpa di Teramo? Come già paventato dall’UGL mesi fa, si rischia forse di proseguire a tempo indeterminato con la locazione della struttura di proprietà della Infosat S.p.A. a Sant’Atto, con un costo annuo superiore ai 200 mila euro? Non solo, Arpa si verrebbe privata dell’edificio di Piazza Martiri Pennesi che allo stato attuale risulta inserito nel proprio patrimonio? Sono queste le domande alle quali si chiedono delle risposte chiare, puntuali e rassicuranti. È necessario richiamare l’attenzione di tutte le istituzioni coinvolte, per fornire certezze sul futuro del Distretto Provinciale Arpa di Teramo ed evitare che si consolidi una situazione di permanente affitto presso una struttura privata. Lo si deve innanzitutto ai dipendenti, ma anche a tutti i cittadini abruzzesi, perché quando si parla di gestione di risorse pubbliche, nessuno può chiamarsi fuori e l’interesse collettivo deve essere prioritario.

Matteo Di Francesco (Componente R.S.U. Arpa Abruzzo – delegato sindacale UGL Teramo) 

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