TERAMO – Un permesso dal lavoro, la prescrizione dello specialista, il pagamento della prestazione, il prelievo. Poi, alcune ore dopo, una mail che rimette tutto in discussione: l’esame non può essere eseguito perché la provetta utilizzata non sarebbe idonea.
È la disavventura raccontata dalla moglie di un paziente seguito da una nostra Eccellenza, il Centro ematologico dell’ospedale Mazzini di Teramo per accertamenti legati alla leucemia.
L’uomo si sarebbe presentato al punto prelievi di Circonvallazione Ragusa con la regolare prescrizione del medico. Dopo le procedure amministrative e il pagamento, sarebbe stato sottoposto al prelievo e avrebbe fatto ritorno a casa.
Nel pomeriggio, però, la sorpresa.
La famiglia avrebbe ricevuto una comunicazione via email nella quale veniva spiegato che il campione non poteva essere analizzato perché raccolto in una provetta non idonea.
Questa mattina la moglie è quindi tornata personalmente nella struttura di Circonvallazione Ragusa, portando con sé anche una copia stampata della comunicazione ricevuta.
Secondo quanto riferisce, sarebbe arrivata la spiegazione destinata ad alimentare inevitabilmente le polemiche: nel punto prelievi non sarebbero disponibili le provette necessarie per quel particolare esame, che dovrebbe quindi essere effettuato direttamente in ospedale.
Una domanda, a questo punto, appare inevitabile: se quella prestazione non poteva essere eseguita correttamente in quella sede, perché il paziente è stato accettato, ha pagato ed è stato sottoposto comunque al prelievo?
Non si tratta soltanto di una questione organizzativa.
Quando davanti ci sono pazienti ematologici, controlli delicati, permessi dal lavoro, ansie e attese, anche quello che burocraticamente può apparire come un semplice errore diventa un disagio pesante.
La famiglia dovrà ora ripetere il percorso e sottoporsi nuovamente al prelievo, questa volta nella struttura indicata come idonea.
Una vicenda sulla quale sarebbe opportuno un chiarimento da parte della ASL di Teramo: per comprendere cosa sia accaduto, se il problema riguardi la disponibilità dei materiali, le procedure di accettazione o una mancata comunicazione tra servizi.
Perché il punto non è soltanto una provetta sbagliata. Il punto è evitare che un paziente venga mandato da uno sportello all’altro proprio quando avrebbe bisogno, prima di tutto, di una sanità organizzata e capace di accompagnarlo senza ulteriori disagi.
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