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Sandro Mariani e la laparoscopia alla politica teramana...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Daniele Marinelli, nato a Campobasso e cresciuto a Castel di Sangro, capogruppo in consiglio comunale, proclamato segretario regionale del Pd Abruzzo durante l’assemblea regionale dell’8 luglio 2023, sembrerebbe essere in prima fila come candidato del partito della Elena Ethel Schlein e soprattutto del tesoriere, l'abruzzese, il senatore Michele Fina, alla presidenza della Regione Abruzzo. Sandro Mariani? Il veterinario di Teramo in pasta farnese, eletto tre volte nelle file del partito democratico e del centro sinistra come consigliere regionale? Ex capogruppo del partito democratico con D'Alfonso Presidente? Attuale presidente della commissione vigilanza. Sempre vicino alla gente, lontano dalle manifestazioni mondane e pronto alla denuncia sociale? Nulla da fare. Per dire no a Mariani che avrebbe potuto giocare la sua partita a candidato Presidente della Regione, forte anche della sua opposizione tra l'urlata da social, a quella Istituzionale da commissione, ci si aspettava un nome tra Franco Marini e Remo Gasperi. Al limite si attendeva il nostro amico Godot Silvio Paolucci o il ritorno del Rettore Luciano D'Amico, invece le indiscrezioni puntano sul nome di Daniele Marinelli. Che cosa farà Sandro Mariani? Uscirà dal Partito Democratico? Rimarrà nel partito democratico? Si candiderà a sindaco di Teramo come s'intende deciso da tempo? Fonderà una sua lista civica? Tutto, nulla o centomila. Sicuramente non si autocandiderà come Camillo D'Angelo a candidato di se stesso come Presidente della Regione Abruzzo. Sono doti autoreferenziali che mancano a Mariani. Difetti.

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