C'è chi aspetta il fischio d'inizio della prossima Coppa Interamnia e chi, più semplicemente, aspetta ancora un bonifico della precedente. A quasi 12 mesi dall'edizione 2025, infatti, diversi imprenditori teramani continuano a rincorrere crediti che sembrano essere entrati in una competizione tutta particolare: quella contro il tempo.
Il telefono del patron della storica manifestazione continua a essere uno dei numeri più cercati della città. Dall'altra parte non ci sono sponsor internazionali, delegazioni straniere o appassionati di pallamano. A chiamare sono titolari di bar, tavole calde, rosticcerie e piccoli ristoranti che attendono il pagamento di fatture regolarmente emesse per servizi forniti durante il torneo.
Le cifre non sono irrilevanti. C'è chi vanta crediti da 5 mila euro, chi da 10 mila e chi supera i 12 mila euro. Somme che per molte attività rappresentano ossigeno puro e che, a distanza di quasi un anno, risultano ancora sospese tra promesse e rinvii.
Secondo quanto riferito da alcuni creditori, nelle scorse settimane sarebbe arrivata una rassicurazione: pagamento entro dieci giorni. Una promessa che oggi ha già superato i venti giorni di ritardo, entrando di diritto nella lunga lista delle scadenze annunciate e mai rispettate. Settembre. Natale. La Befana. Pasqua. L'Estate.
Nel frattempo il malcontento cresce. Perché dietro ogni fattura c'è lavoro, personale da pagare, fornitori da saldare e aziende che non possono vivere di attestati di stima o ricordi sportivi.
Anche sul piano istituzionale il silenzio pesa. Tante parole, poche risposte e nessuna soluzione definitiva.
Intanto qualcuno inizia a immaginare forme di protesta durante la prossima edizione della Coppa Interamnia. Un paradosso che rischia di trasformare i campi di gioco in una platea di creditori e la festa dello sport in una vetrina di insoluti.
La Coppa Interamnia resta uno dei simboli più importanti della città di Teramo e proprio per questo merita trasparenza e credibilità. Per molti operatori economici la questione non è più soltanto finanziaria ma anche morale. Prima di tagliare nuovi nastri, annunciare nuove delegazioni e celebrare l'ennesima edizione della manifestazione, sarebbe forse opportuno chiudere la partita più importante: quella con chi ha lavorato, ha emesso regolare fattura e attende ancora il risultato sul proprio conto corrente.
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