Salta al contenuto principale

Il Suicidio degli Europei

di Pietro Ferrari
4 minuti

Luca Leonello Rimbotti ha da poco recensito su 'Linea', un testo che tratta della questione bifronte "immigrazione massiccia / crisi demografica" in Europa: 'Gli ultimi giorni dell’Europa. Epitaffio per un vecchio continente' di Walter Laqueur. «Fra cent’anni la popolazione dell’Europa sarà solo una minima parte di quello che è ora e in duecento anni alcuni paesi potrebbero scomparire....non c’è alcun precedente di un crollo demografico così rapido in tutta la storia umana».
 
Secondo le stime - riportate da Laqueur - della Comunità Europea e delle Nazioni Unite, la Francia, nel corso del secolo XXI, passerà dagli attuali 60 milioni di abitanti a 43, il Regno Unito da 60 a 45, la Germania da 80 a 32, la Spagna da 39 a 12. L’Italia poi, dagli odierni 57 milioni, si troverà a contarne 15 verso la fine del secolo. Occorre ovviamente considerare che i dati riferiti a queste proiezioni sulle popolazioni europee dei prossimi decenni contengono il fatto che moltissimi di quei cittadini saranno i figli di recente e recentissima immigrazione. Tanto che le popolazioni europee in calo vedranno velocemente elevarsi il numero dei propri concittadini di origine non europea: maghrebini, mediorientali, asiatici, africani. I bianchi europei, vittime della loro denatalità conculcata dalla società del benessere e del profitto, stanno andando incontro a un rapido inabissamento, che presto ne farà una minoranza minacciata di estinzione sul suolo europeo. "Va tutto bene così, madama la marchesa"?
Può darsi di sì, può darsi di no, ma i dati dovrebbero spingere ad una riflessione, altrimenti questa sarebbe una curiosa fine per una civiltà che si preoccupa di salvare le più svariate "bio-diversità", i prodotti tipici, le arti e i mestieri di un tempo, i paesaggi e le lingue, ma non si cura affatto dell'abisso nel quale sta cadendo complessivamente.
 
Continua Rimbotti: "Quella che dal dopoguerra in poi è stata prima un’emigrazione per lavoro, cui seguì il ritorno quasi generale in patria, dagli anni Ottanta è diventata una crescente infiltrazione, infine assumendo, in questi anni, i contorni dell’incontrastato arrembaggio di massa. Un neo-schiavismo che sradica il nero o il giallo, lo stipa nelle periferie degradate delle città portuali del Terzo Mondo, infine lo dirige verso le centrali dello sfruttamento turbocapitalistico di ultima generazione, operando la devastazione di ogni comunitarismo, sia nell’ospitante che nell’ospitato: con una criminalità reale e un umanitarismo di facciata (spesso unendo le due cose in un’unica intrapresa industriale), si ottiene così la spaventosa tratta, che ha come conseguenza matematica due avvenimenti simultanei: l’annientamento dei tessuti etnico-sociali delle millenarie culture europee; lo sgretolamento e la disumanizzazione delle stesse realtà terzomondiste attirate in Europa." 
 
Lo sbandierato multiculturalismo pacifico e tollerante, si è rivelato in realtà come un monoculturalismo bellicoso e plurirazzista. Fino a quando il macrofenomeno dell'immigrazione di massa sarà visto con le lenti deformanti dell'ideologìa pseudo-umanitarista, senza coglierne anche gli aspetti critici e polemogeni, sapremo soltanto ripetere il noioso mantra della xenofobìa. Continuando a scambiare le cause con gli effetti.
 
Le rivolte della banlieu parigina del 2005 furono causate da «l’odio per la società francese», in Gran Bretagna invece si tratta di neri contro indo-pakistani, a Bruxelles di turchi contro africani, a Parigi di islamici contro ebrei. Il risultato delle politiche immigratorie, sottolinea Laqueur, è che ovunque «si è sviluppata una cultura dell’odio e del crimine». Per milioni di immigrati, ovunque in Europa, «i problemi sono gli stessi: ghettizzazione, re-islamizzazione, alta disoccupazione giovanile e scarso rendimento nelle scuole». Laqueur invita a fare un giro per Neukölln, La Courneuve o Bradford, concentrazioni urbane completamente extra-europee.
 
Insomma, è consentito porsi il problema devastante della crisi demografica in Italia e in Europa senza "delegare" la soluzione ai soli immigrati?
 

Commenta

CAPTCHA

Commenti

Ma l'Europa così come è non è forse frutto delle migrazioni del passato? Da dove vennero i primi homo sapiens che soppiantarono i cro magnon che avevano soppiantato i nehandertal? Erano tutti migranti, principalmente dall'Africa. In tempi più recenti non sono state, dal III secolo D.C., le continue migrazioni di popoli a formare i gruppi nazionali oggi esistenti? Il processo non fu mai indolore e senza conflitti. L'unica notizia positiva per chi ci sopravviverà è che avranno maggiori spazi territoriali e che, finalmente, le foreste si riprenderanno gran parte dell'ambiente, peccato che io non ci sarò per vederlo.
se si vuol mettere da parte l'osservazione macrostorica della storia umana e della sua "distribuzione" a nord, a sud, a destra, a sinistra con continui viavai e riforni di razze, si potrebbe concentrare l'attenzione su quest'ultima tendenza. immagino che ognuno di voi, nei momenti di freddo, di febbre o di reumatismi si sia trovato in gioventù a giocare con una borsa d'acqua calda. menare un pugno su una borsa d'acqua calda dà un repentino e violento ritorno di energia. così funziona più o meno anche un terremoto che interessi una zona di falde o di laghi sotterranei. la massa d'acqua può prendere le più svariate forme, subisce grandi spostamenti ma tende prima o poi, come accade anche con gli tzunami, a ritornare nella sua posizione di quiete iniziale. quel che resta sono gli effetti dello spostamento. se si sposta questa immagine a livello storico si può guardare l'europa, e i suoi popoli in particolare, come un poderoso pugno sferrato sul resto del mondo. in africa, nelle americhe e in asia. le ragioni e le energie di tale pugno non sono solo turbocapitaliste. la fame, la religione, la chiesa, il fanatismo sono certamente state (e lo sono tuttora) concause del colpo sferrato. ora però assistiamo al ritorno.. l'immigrazione con i suoi lati positivi (tanti) e negativi (pochi) è uno degli effetti. probabilmente, spostandoci in un futuro più o meno prossimo, gli immigrati ci soppianteranno per essere (dopo)domani soppiantati a loro volta. però, forse, quel che più importante sottolineare è che mentre da un lato si assiste alla risposta energetica al pugno, dall'altro ci sono le forze che hanno sferrato questo pugno che riescono ancora a trovare modo e maniera di lucrare sopra gli effetti. il capitalismo economico, con la schiavizzazione nei campi di pomodori, nelle impalcature che cedono, nei caporalati, negli altiforni che scoppiano, il capitalismo religioso (suo strettissimo amico), in mano a chiesa e caritas, che ha fatto dell'assistenzialismo la miglior industria italiana e che non predica altro che situazioni e politiche favorevoli ad un continuio flusso di gente svantaggiata con la prospettiva di rimanere tale ( e in tal modo per sempre assistita). dittatura e religione fanno l'orgia sul balcone. quindi ci stiamo suicidando o ci stanno suicidando?
Io penso che noi tutti abbiamo una percezione individuale della realtà , e fortunatamente oggi col contributo della rete, omologare una visione non è facile nonostante chi detiene il potere ( che non sempre è chi governa..vedi Bisignani per es.) tenda ad influenzare la Società ad una visione appiattita su un rassegnato ottimismo senza alternative. Credo però , che sia giunto il momento in cui è necessario un generale scatto di indignazione , dico questo perchè nonstante io stesso sia stato un emigrante, non ho mai visto un ingiustizia simile nei confronti di un popolo indigeno ,salvo quelli vittime delle guerre. Parlo del Popolo Italiano , o di quello che ne resta.., ma guardiamoci bene: vessati da uno Stato , i cui membri di Governo vivono godendo di privilegi vergognosamente indicibili , in un mercato libero dove aziende e famiglie sono vittime, vessate da Banche e Fisco, e le regole valgono solo a tutelare i più forti come le multinazionali, mentre i deboli sono vittime dei più forti ma anche di quelli che in teoria dovrebbero essere i più deboli ( intesi come immigrati). Faccio un esempio molto pratico : io e la mia famiglia siamo rientrati da circa 20 anni dall'estero (oggi con gran rimpianto), mai vissuto nel lusso , e mai più andati in ferie da quel lontano 1990, nè acquistato automezzi di lusso e tantomeno nuovi. Oggi vedo che la mia qualità di vita e le mie aspettative sono molto inferiori a quelle di venti anni fà. Vorrei che qualcuno mi spiegasse come è possibile che mentre un 80% delle imprese italiane soffrono, immigrati ( cinesi per la maggior parte) da meno di 5 anni , vadano in giro con auto da 50000€ e più, ed abbiano perfino iniziato ad assumere italiani. Semplicemente vorrei capire come si possa accettare una realtà simile , oppure se questa è soltanto una mia errata percezione ..
Bene...ottimi interventi... prendiamo coscienza che se i dati sono verosimili saremo un luna park per turisti indiani e cinesi..... una propaggine geriatrica e turistica del Primo (?) Mondo..... e che sta per saltare tutto: sistema economico, previdenziale, Welfare-State, etc.etc..... perchè se il dato militare può essere fondamentale oggi (e non esiste un Esercito Europeo) e quello economico nel medio termine (e siamo in crisi), il dato DEMOGRAFICO è QUELLO DECISIVO NEL LUNGO PERIODO. I contraccolpi dovuti all'avanzare di nuove potenze (ormai "Cindia" domina il megacontinente africano) anche in termini di accaparramento di risorse energetiche, unito alla destrutturazione etno-culturale in Europa col complessivo PICCO demografico, non credo saranno indolori. C'è qualcuno che si rammarica di tutto ciò oppure sono tutti contenti di fare l'ultimo waltzer sul Titanic?
Ottimo articolo e ottimi interventi, come è difficile che si verifichi. Lasciamo perdere le considerazioni anticattoliche e anticristiane, basate sui soliti pregiudizi. Ma giusto alcune osservazioni in merito: innanzitutto il cristiansimo occidentale è un fenomeno molto variegato ed invece di parlare di Chiesa bisognerebbe parlare di Chiese, oltre che di singoli che hanno inteso e vissuto il suo essere cristiani in un certo modo, o che da cristiani neanche intendevano vivere, pur essendo etichettati come tali; dunque bisognerebbe distinguere quel che veramente è successo dalle interpretazioni (che seguono un orientamento culturale) e dalle teorie che si costruiscono sopra, le quali hanno abbondantemente ad oggi mostrato la loro fallibilità, anzi in alcuni casi la loro totale inadeguatezza - penso ad esempio all'interpretazione marxista sullo sviluppo del protestantesimo e del capitalismo. Insomma, bisognerebbe parlare di storia, quella fatta sui documenti. La predicazione a livello cattolico è piuttosto scarsa, soprattutto se si parla di centri di assistenza, frequentati spessissimo da immigrati musulmani, dove per cui non si vuole urtare la sensibilità di altri o cmq non si è organizzati per l'annuncio. Non mi sembra poi che siano in atto iniziative volte a mantenere lo status quo o a peggiorarlo... Anche in questo caso occorrono fatti e documenti. Che poi ci sia oggi maturata un'ossessione verso tutto ciò che è espressione di ecclesialità, per cui sembra sempre che abbia una grossa responsabilità nei vari mali del mondo, ne sono cosciente. Ciò che mi preoccupa è la deriva terzomondista di molti cattolici, che hanno ridotto la loro dottrina sociale a parole d'ordine facendo un uso del tutto strumentale di principi di carattere generale o addirittura di passi biblici, ben lontani dalla Dottrina Sociale professata da Santa Madre Chiesa. In questo supportatissimi da parte di gran parte del clero. La mobilitazione per l'ultimo referendum insegna. Ergo, allo stato attuale non siamo pronti, come cattolici, ad interpretare davvero "i segni dei tempi", come vorrebbe il Concilio, ma siamo piuttosto appiattiti su visioni ideologiche secolaristiche fuse con un profetismo e spiritualismo ereticheggiante da quattro soldi. Così si diventa ancor una volta degli utili idioti. Ancora i conti con la storia non sono stati fatti, se non da pochi audaci, come quelli di Alleanza Cattolica.
@Vincenzo....il 'vangelo secondo celentano' predica non più "L'andate a convertire e a battezzare", ma il "promuovete l'immigrazione e dialogate"..... da Emmaus alla via Gluck....dalla Carità alla "caritas"... ...Valdo batte il Poverello di Assisi (si fa per dire...) da san Carlo Borromeo a Tettamanzi ;-(
La responsabilità ce l'hanno i pastori, non laici poco informati come Celentano. Purtroppo piscis de capite fetet e le conseguenze grazie a persone molto visibili sono grosse. Cmq non sarei categorico nel definire come certe persone semplici vivono il proprio cristianesimo.
CARO WEB MASTER C'E' DA RINGRAZIARE CHI DIFFONDE LA POLITICA SULL'ABORTO. DAL 1978 AD OGGI SONO STATI PRATICATI 5 MILIONI DI ABORTI IN ITALIA...NON PARLIAMO DELLE PILLOLE DEL GIORNO DOPO. DOPO VENGONO A DIRCI CHE BISOGNA FAR ENTRARE IMMIGRATI PERCHE' MANCA LA MANODOPERA....DOVE ANDREMO A FINIRE. COMNQUE NON PREOCCUPATEVI PARLARE COSA AVVERA' TRA CENT'ANNI E' AZZARDATO...VISTO I TEMPI OSCURI CHE STANNO ARRIVANDO NEL MONDO.
Io credo che ci sarà un tracollo totale di una società, quella occidentale, che ha mostrato le sue contraddizioni. Ci saranno alcuni effetti dissolutori del sistema, insomma: l'indebitamento eccessivo di banche, Stati e privati, con tutto ciò che ne consegue relativamente all'economia e alla situazione politica, porterà ad un'indignazione molto forte, una sfiducia totale che, unita al potere di per sé traballante dei poteri costituiti, porterà al loro sgretolamento. Succesivamente gli effetti di alcuni elementi precipui di questa società, come appunto il calo demografico, lentamente si faranno sentire e porteranno così essa alla completa dissoluzione. Tutto ciò non significa fine dell'umanità, ma nuovo corso. Dove mi auguro, non senza qualche elemento che mi fa ben sperare, che i cristiani avranno un ruolo maggiore.