Salta al contenuto principale

Teramo: La Chiesa senza religione

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Cara Chiesa di Teramo,Caro Vescovo Seccia, Caro Don Valentino, come si fa a sfrattare una persona che ha bisogno di sopravvivere con dignità? Come si fa a pensare che la razza umana sia fatta di geografia e storia? Come si fa a non essere portatori di un abbraccio quando si parla con Fahri? Il cinquantenne albanese che ha dato tanto al Clero teramano, con l'abilità della sua arte muratoria e che ora, invalido di ustioni, viene gettato nel ripostiglio umano. Fahri soffre per le ferite fisiche e morali. Non ha nulla, solo il suo personale dolore. La pelle è lacerata, il cuore mortificato. Cara Chiesa, mi sapresti indicare un cattolico teramano, capace di scandalizzarsi e aiutare il prossimo? Caro Don Valentino perchè continua con il suo desiderio di mandare via un uomo senza posto al mondo, allontanato da quella razza umana, che si pettina e rade senza provare un senso di vero disagio.Caro Leonardo Codirenzi, sei rimasto il solo cattolico,  a credere che Dio è negli ultimi...per il resto è un Dio morto. Cari teramani ci scandalizziamo insieme?Recuperiamo la nostra essenza di solidarietà?Scriviamo una pagina di storia da leggere con onore? Aiutiamo Fahri? Senza pregare nessuno.

Commenta

CAPTCHA

Commenti

Ho i brividi. Si aiutiamo Fahri.
Certo che ci scandalizziamo insieme, certo che ci indigniamo... Forse è vero che gli ultimi saranno i primi, ma allora questa vita che senso ha, ed è poi così giusto che un uomo deve meritare simili sofferenze e umiliazioni solo per essere primo alla grazia del Signore? E non è forse vero che per meritare un posto degno lassù, come dice la chiesa, bisogna operare bene in terra? E non è vivendo con pace, solidrietà, umanità, fratellanza e carità cristiana che dovremmo operare tutti per il bene di noi stessi, degli altri e ,per chi ci crede, meritarsi il proprio posto illuminati dalla luce di Dio? Oh... quanta ipocrisia... pensiamo forse che Iddio, se esiste, non volga il suo sguardo anche verso di noi, poveri e miseri uomini che con il nostro benpensare e bigottismo cianciamo troppo senza coraggio e con indifferenza verso gli altri? Ma è solo Iddio che dovrebbe smuovere le nostre coscienze? Proviamo a rispolverare la nostra laicità e condizione di uomini, abitanti tutti dello stesso mondo e tutti uguali nel diritto alla vita, una vita che non cerca selezioni ma che chiede di essere esaltata non negando la suprema dignità di quest'essere perfetto, fatto e creato per la vita stessa, e che consapevole dell'immenso dono ricevuto dell'intelletto dovrebbe tener ben saldi i principi universali dei diritti umani. E se mandiamo nel cosmo il nostro messaggio di presentazione della nostra umanità, con tanto di rappresentante all'interno delle Nazioni Unite, preoccupiamoci di mandare anche l'altra faccia della nostra medaglia, sporca, graffiata e distorta dalle vergogne umane... Solidarietà a Fahri....