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Appello per la Biblioteca Delfico

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Mai come in questo periodo l’esistenza della Biblioteca Provinciale “M. Delfico” è a rischio. Gli effetti concomitanti della legge Del Rio, che prevedeva il 31 dicembre come termine per il passaggio dei servizi dalle province alle regioni; le irresponsabili inadempienze della regione che ha ignorato tale termine; la riduzione della metà dei costi del personale delle province previsto dalla legge di stabilità, hanno determinato una situazione di profonda incertezza per i dipendenti provinciali e in particolare per la biblioteca Delfico.
Una soluzione deve essere trovata al più presto, una soluzione che rispetti la peculiarità del servizio bibliotecario e la necessaria autonomia, che non si limiti a tenere “aperta” la Delfico, ma che non mutili la città, la provincia, la regione di servizi essenziali per la cultura e per la stessa vita civile del nostro territorio.

La biblioteca Delfico, in questi anni di progressivo depauperamento economico, burocratico e soprattutto culturale, ha costituito uno dei pochi punti stabili di riferimento. La più antica e duratura istituzione culturale, che proprio l’anno passato ha celebrato il duecentesimo anniversario della propria esistenza, rischia di scomparire. L’associazione “Amici della Delfico” farà quanto possibile per scongiurare questa eventualità ed invita i teramani, a mobilitarsi ancora, com’è avvenuto in passato, per la difesa di questa trincea decisiva per il futuro della città, richiamando ai propri doveri rappresentanti politici e istituzionali del territorio, affinché operino concretamente nella provincia nella regione e nel Parlamento nazionale.

Associazione Amici della Biblioteca “M. Delfico”.

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Commenti

La mia solidarietà alla Biblioteca Delfico. E' uno degli ultimi baluardi di sapienza rimasti, un fortino assediato dall'ignoranza generale. PER FAVORE, EVITIAMO che gli assediati siano costretti ad alzare la bandiera bianca o a morire da eroi.
riscrivo quanto detto in precedenza: ore 18.40 bibliotecario "fra un pò andiamo " studente " ma non chiudete alle 19? " (in qualsiasi sala studio/biblioteca ti avvisano al massimo 5 minuti prima della chiusura ). Visto poi le ore di apertura al pubblico non si sentirà la mancanza soprattutto nei periodi festivi (natale e agosto) quando gli studenti tornano a teramo e non c'è un posto per studiare :)...classico baraccone politico . Confrontate l'orario di apertura con l'aquila pescara e ascoli (sono un assiduo frequentatore di tale biblioteca quando sono a teramo)...puzza chiude altro che cultura ( a tereme ci sta lu magna e lu pallone).....cari parvenus smettetela con le citazioni colte e le frasi fatte ...teramo è nella cacchetta fino al collo ( sarà particolato ?????????)
L' IGNORANZA È FORZA , necessaria per tenere al guinzaglio la gente e sovvertire i valori reali, disse qualcuno tanto tempo fa. Oggi ci siamo quasi arrivati, sembra infatti che un compagnuccio della parrocchietta di fortunato Luciano, votato da migliaia di persone ( di altra provincia), leggendo della nostra BIBLIOTECA abbia esclamato ".....ma a Teramo dove si trova la Del Fico?......" Allora, cari amici, cosa ci possiamo attendere da queste personcine che, forse ritengono che la Treccani sia la parodia di una enciclopedia degli animali. Da come ne parla la politica illuminata, sembra che la Del Fico non abbia il Sommo dalla sua parte....forse perché non è il solito esercito delle 13 scimmie, tanto caro a questa inconcludente giunta......com'è triste Venezia
Non spetta certo a me difendere la Delfico su questioni tecniche, ma da utente che ha frequentato le biblioteche di mezza Italia, suona un po' strano che ci si possa lamentare del fatto che alle 18,45 qualche bibliotecario cominci ad annunciare la prossima chiusura: alla Nazionale di Firenze, che ho avuto il piacere di frequentare a lungo, la campanella suonava alla stessa ora, per permettere la chiusura alle 19, lo stesso accadeva a Brescia o a Verona o alla Marciana (in quest'ultima istituzione le richieste in lettura cessano alle 16,45). L'ora di chiusura è l'ora in cui viene chiuso il portone, se si va in biblioteca, nella sala di consultazione per consultare i volumi o i manoscritti bisogna riconsegnare i volumi prima dell'ora di chiusura per poter chiudere la biblioteca all'ora prevista. Se si è stati così fortunati da trovare sale di consultazione che 5 minuti prima avvisano non vuol dire affatto che questa sia la prassi, vuol dire solo che l'orario previsto per il personale è probabilmente diverso o che c'è una distinzione d'orario tra le sale di consultazione e le sale di lettura. Poi a parte il confronto con le Marche, che non credo reggeremmo da nessun punto di vista, non sono affatto sicuro che per orari e servizi la biblioteca Di Teramo sia al di sotto delle altre biblioteche provinciali abruzzesi. Se poi si vuole sottolineare il fatto che a Teramo non esistano in centro altre sale di lettura è vero, ma questo si deve attribuire a quanto da tempo va dicendo il prof. Serpentini sulla decadenza sociale economica e culturale della città, ed ha ancora ragione il professore quando dice che la Biblioteca rimane l'ultimo presidio.
Noi non abbiamo nulla da invidiare alle altre città abruzzese...confronti i gli orari nei siti poi ne riparliamo. Ma se ti avvisano venti minuti prima della chiusura (cosa anomala ma c'è chi sostiene che avviene anche in altre sedi ) chissà come sono conservati e gestiti libri????lasciamo stare. Continuate a vivere a recanati.....difendete l'indifendbile.
Sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla grinta del Dott. Ponziani contro l'assessore Lucantoni. Si è capito che l'assessore è dotata di un risolino sarcastico, che contraddistingue questa giunta, pero' gli mancano le idee. Ha espressamente detto che lei aspetta gli artisti nel suo ufficio. Le linee guida chi le mette in campo? Non dovrebbe farlo chi amministra? Ma un bel paio di dimissioni?