Sulla riforma del ciclo idrico stiamo lavorando da mesi in Consiglio Regionale, nella consapevolezza che si tratta di scelte davvero importanti per servizi che riguardano l’intera comunità abruzzese. Come ho avuto modo di ribadire ieri durante le Commissioni congiunte, la questione va sottratta alla strumentalizzazione politica. Agitare il fantasma dei privati, vuol dire scherzare con la realtà: i privati arriverebbero se si continuasse a cincischiare e a non provvedere ad approvare la legge regionale in discussione. Tuttavia, fa un po’ sorridere che ad agitare questo fantasma sia il massimo esperto della materia, ovvero il sindaco della città di Teramo: colui che ha privatizzato larga parte del servizio asili nido, storia e fiore all’occhiello, in passato, della città.
Fuori dalle polemiche: se ci fosse un unico gestore in Abruzzo, non si capisce come questo postulerebbe la penalizzazione di un territorio piuttosto che di un altro, ed anche qui, quindi, l’argomento è evidentemente specioso. Prova ne sia che a sostenere con forza l’ipotesi del gestore unico è, tra gli altri, il Consigliere D’Amico, che il Sindaco di Teramo ha fortemente sostenuto come candidato Presidente della Regione; non credo – anche se non condivido la sua posizione - che Luciano D’Amico possa essere accusato di voler penalizzare Teramo. Per parte mia, ho votato emendamenti ed altri ne ho presentati - e ho intenzione di riproporli in aula - perché sono decisamente convinto che avere due gestori sia meglio che averne uno solo. Non solo: con una ipotesi di consorzio Teramo-L’Aquila ci sarebbe tutto il tempo di poterla costruire con cura ed attenzione, posto che l’affidamento della Gran Sasso Acque scade nel 2031.
È chiaro - ed al momento è quanto previsto dal testo - che l’analisi tecnica preventiva debba essere fatta dall’ente regionale per il servizio idrico (Ersi). Chi altro dovrebbe farla? Topolino o Minnie? Dunque il 26, in aula proseguiremo il nostro lavoro nel rispetto dei bisogni degli abruzzesi ma anche del percorso virtuoso della Ruzzo Reti, dei Sindaci, e dell’intera comunità teramana. Ho sostenuto con convinzione da oltre 10 anni le governance del Ruzzo, che hanno salvato l’azienda dal baratro prima, che l’hanno resa normale poi, e che infine l’hanno condotta ad essere forse la migliore azienda acquedottistica d’Abruzzo.
Non accetto dunque alcuna lezione da chi queste governance le ha combattute e osteggiate in ogni modo, salvo scoprire, con un ritardo di molti anni, e senza un sincero e trasparente mea culpa, che queste hanno rappresentato la svolta decisiva per un servizio che prima versava in una grave crisi economica, finanziaria e gestionale. Le capriole vanno bene anche in politica, almeno quando atterrano sul terreno di ciò che è giusto e utile per la collettività, ma vanno spiegate, correggendo con umiltà gli errori del passato e sedendosi non dalla parte di chi vuole insegnare, ma da quella di chi ha imparato.
Paolo Gatti
Presidente V Commissione della Regione Abruzzo
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