Salta al contenuto principale

Teramo muore di silenzio

di I due Punti
4 minuti

Chiuderanno le Officine Indipendenti? Vincenzo De Filippo, spiega in un'intervista  come i giovani teramani provano a ritrovarsi...

Mercoledì sera, la città verso le dieci è già deserta ma c'è un posto che si rifiuta di tacere.
Questo posto si chiama Officine Indipendenti, è un circolo Arci, intervistiamo per il blog IDuePunti il presidente Giorgio Giannella che ci illustra quelle che sono le problematiche nel gestire un esperienza del tutto innovativa a Teramo.

Giorgio puoi spiegare ai nostri lettori cos'è il progetto Officine Indipendenti e quale ruolo vi prefiggete di svolgere nel ambito della città?

"Officine Indipendenti nasce tre anni fa con la volontà di creare uno spazio d'intrattenimento e di crescita intellettuale alternativo agli standard della città.
Attraverso un clima familiare ed informale, questo circolo si prefigge di mettere in comunicazione varie realtà culturali di Teramo in maniera del tutto indipendente da condizionamenti politici e sociali. Attraverso musica dal vivo, mostre, presentazione di libri, incontri e dibattiti vogliamo stimolare lo scambio di conoscenze e pensieri diversi. Officine Indipendenti è un circolo, ma anche un pensiero che chi frequenta questo luogo porta all'esterno, il nostro target sono tutte le persone di buona volontà che vogliono tenere aperta una porta sulla cultura".


Quali sono gli avvenimenti che vi hanno portato a convocare una conferenza stampa per richiedere l'attenzione della città sulle vostre problematiche?

"Un circolo come questo è fatto anche di serate musicali, ci rendiamo conto che a volte il volume della musica e i ragazzi che sono all'esterno del circolo possono creare disagi agli abitanti del quartiere, infatti abbiamo più volte invitato i residenti della zona a dialogare su quali potrebbero essere i provvedimenti per evitare questo genere di problematiche.
Spesso sono intervenute le forze dell'ordine ed alcune volte ci sono state notificate multe che sembravano pretestuose, ad esempio l'esposizione dei cartelli sul divieto di fumo e la collocazione degli alcol test.
Abbiamo fatto ricorso contro queste sanzioni perché riteniamo di essere nel giusto.
Sembra quasi che ci sia una volontà dall'alto di ostacolare lo sviluppo e la crescita del nostro circolo.
Non puoi pretendere che un bambino impari a camminare se ogni volta che ci prova gli metti lo sgambetto.
Noi non pretendiamo di avere ragione a prescindere, ma vogliamo crescere e vogliamo un dialogo con il quartiere e con la città in generale"
.

Quali sono le iniziative che porterete avanti per sensibilizzare la cittadinanza?

"Continuità e presenza.
Vogliamo far sentire la nostra presenza alla cittadinanza, anche con eventi rivolti ad un pubblico più adulto, se non saranno i cittadini a venire alle Officine Indipendenti saremo noi ad andare nella città, con manifestazioni, flashmob, eventi in strada, per far si che questa città sviluppi l'interesse per un tipo di cultura che non deve obbligatoriamente essere somministrata a pagamento.
Quanto costa oggi la cultura a Teramo? Quanti possono permettersi uno spettacolo teatrale oppure un concerto?
Quanto costa l'aggregazione a Teramo? I ragazzi non possono permettersi di andare al pub tutte le sere e quindi vengono a mancare i luoghi di aggregazione. Noi vogliamo colmare questo vuoto"
.



Ci salutiamo con una domanda provocatoria, Teramo non è un paese per giovani?

"Sicuramente Teramo è un paese, e sicuramente non è per giovani.
Stanno mancando le giuste politiche giovanili.
Si preferisce che i ragazzi stiano a casa a guardare la televisione o davanti al computer, ormai si fa vita sociale su facebook, ma quello che accade in questo circolo è diverso, questi ragazzi hanno deciso di non spegnere il loro cervello e di condividere esperienze e conoscenze.
Non è una cosa così strana, nella maggior parte delle città questa è la normalità"
.

In conclusione in questo circolo si cerca di fare cultura a tutti i livelli, che si tratti d'improvvisare blues con una chitarra o presentare un libro oppure ospitare uno dei gruppi musicali emergenti di Teramo.
Non sappiamo dove porterà questa esperienza, sicuramente ci auguriamo che riesca a trovare il suo posto in una città che ultimamente non è più a misura di tutti.

Vincenzo De Filippo.

 

Commenta

CAPTCHA

Commenti

Scusate: ma dove si trova qs. bel circolo?????? Grazie

Corso Porta Romana-Teramo

Gentile Sig. De Filippo, complimenti per lo spirito di iniziativa e la voglia di svegliare una città fantasma come Teramo. Purtroppo l'esito dell'impegno di ragazzi (e non) dinamici che cercano di sensibilizzare alle politiche giovanili un centro come il nostro è destinato a naufragare fin quando chi comanda (e parlo di tutti i livelli del potere, dal Comune all'ordine pubblico) non si metterà in testa che il futuro è dei giovani e che continuando ad ostacolare le lodevoli iniziative di cambiamento dei pochi, si porterà la nostra amata città a morire definitivamente!
Se volete tenervi aggiornati sugli eventi che si tengono nel circolo potete collegarvi al loro profilo facebook: http://www.facebook.com/group.php?gid=80391515146 Grazie a tutti di cuore del sostegno.
ma la cultura è sfondarsi di canne e alcol per poi uscire a pisciare e vomitare sui portoni? ragazzini che vanno dietro a quattro quasi trentenni alternativi con i soldi di papà e fancazzisti da una vita è strano constatare che il concetto di cultura delle officine non sia troppo diverso da quello di campana
un giorno capirete che le streghe che cacciate sono dentro di voi. incommensurabile pernacchia.
Comunque vada il teramano medio deve trovare un ruolo, una parte per ognuno, quello è il trentenne che fà l'alternativo coi soldi di papà, quello è il ragazzino che si fà le canne, quello è il radicalchic, quello è il fascista, quello che si tira la coca, e quell'altro è il figlio di tizio o il nipote di caio. Non possiamo uscire da queste schematiche e iniziare a distinguere semplicemente tra persone dotate di più o meno intelligenza? Mettiamo pure che il 90% di quelli che frequentano le officine sia come li descrive il nostro amico polemico, sarebbe giusto abbandonare a se stessi quel 10% di ragazzi che invece vogliono davvero crescere e sviluppare un idea diversa di cultura? Pensateci bene perché la vera cultura è contagiosa ma parte sempre da pochi, quei pochi vanno sostenuti perché sono quelli che un giorno, porteranno alto il nome della vostra ovunque vadano.
La colpa è di Marchionne.....porterà le officine in Canada! :-) Per favore....la cultura è una cosa seria.