Mi dicono che ogni progetto sia come un atto di amore. Vi sono amori diversi. Ogni atto di amore non è mai discutibile qualitativamente.
Se partissimo dai canali del sottosuolo, per annusare cosa una città esprima, avremmo forse una possibilità per capire perché il titolo del progetto sia: “Realizzazione di un progetto pilota di parterre infrastrutturante - Riqualificazione dell’area di Corso San Giorgio”.
Si legge (finalmente) nella relazione al progetto esecutivo: «La proposta si sviluppa attraverso un “parterre”, pacchetto stratificato cablato ed infrastrutturato, (…) che sposa la logica della canalizzazione “intelligente” per accogliere le reti dei sottoservizi (…). Inoltre il parterre è pensato in relazione alla rete esistente delle acque nere, che corre centralmente lungo tutto il corso S. Giorgio e il C. De Michetti, nonché alle rete di raccolta acque meteoriche che viene progettata come rete a sé in modo da predisporre l’autonomia funzionale della rete fognaria da quella delle acque meteoriche. In riferimento alla richiesta della Ruzzo reti di “separare definitivamente le reti esistenti” (fognaria e acque meteoriche) il progetto conferma la predisposizione perché questa condizione posso effettivamente essere praticata in ragione di un piano generale cittadino di gestione differenziata delle acque meteoriche e di quelle nere».
Si parla di fogne. Delle nuove fogne. Per essere precisi, di brandelli di nuove fogne.
Per fortuna resta in uso la cloaca massima di corso San Giorgio; a essa si affiancano brevi canne di progetto per le acque bianche. Dove andranno queste a confluire? Un Coitus interruptus di acque bianche che – sperando d’essere smentito – dopo aver percorso i nuovi canali del parterre, entreranno nella nera cloaca di sempre?
Ma se un progetto è un atto d’amore, lo è sempre, anche quando percorre vie diverse. Uscendo dai miasmi del sottosuolo, infine, si vede la luce. Come in una telenovelas (non quelle mal girate e mal doppiate) il sole, però, non sembra essere quello aprutino. Forse è un problema culturale, forse dipende dall’aria marina. Il lungomare san Giorgio è davvero ben disegnato, perfetto per la costa adriatica o per Ibiza, fioriere modello piazza sant’Anna comprese.
Ultime domande (per ora). È forse perché nel bando si chiedeva di «tener conto delle caratteristiche sensoriali degli spazi» che si è pensato di montare sessanta dissuasori pedonali in acciaio modello giardini dei Tigli che appaiono perfetti per lo stazzo de Michetti? Per quanto tempo resisteranno alle notti di cavalli imbizzarriti i 10.680,00 euro dei dissuasori-stalli?
E.C.
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