Salta al contenuto principale

LUNGOMARE SAN GIORGIO E LO STAZZO DE MICHETTI: CONSIDERAZIONI SUL PROGETTO PER I CORSI SAN GIORGIO E DE MICHETTI (PARTE TERZA).

di Anonimo
2 minuti

Mi dicono che ogni progetto sia come un atto di amore. Vi sono amori diversi. Ogni atto di amore non è mai discutibile qualitativamente.
Se partissimo dai canali del sottosuolo, per annusare cosa una città esprima, avremmo forse una possibilità per capire perché il titolo del progetto sia: “Realizzazione di un progetto pilota di parterre infrastrutturante - Riqualificazione dell’area di Corso San Giorgio”.  

Si legge (finalmente) nella relazione al progetto esecutivo: «La proposta si sviluppa attraverso un “parterre”, pacchetto stratificato cablato ed infrastrutturato, (…) che sposa la logica della canalizzazione “intelligente” per accogliere le reti dei sottoservizi (…). Inoltre il parterre è pensato in relazione alla rete esistente delle acque nere, che corre centralmente lungo tutto il corso S. Giorgio e il C. De Michetti, nonché alle rete di raccolta acque meteoriche che viene progettata come rete a sé in modo da predisporre l’autonomia funzionale della rete fognaria da quella delle acque meteoriche. In riferimento alla richiesta della Ruzzo reti di “separare definitivamente le reti esistenti” (fognaria e acque meteoriche) il progetto conferma la predisposizione perché questa condizione posso effettivamente essere praticata in ragione di un piano generale cittadino di gestione differenziata delle acque meteoriche e di quelle nere». 

Si parla di fogne. Delle nuove fogne. Per essere precisi, di brandelli di nuove fogne. 

Per fortuna resta in uso la cloaca massima di corso San Giorgio; a essa si affiancano brevi canne di progetto per le acque bianche. Dove andranno queste a confluire? Un Coitus interruptus di acque bianche che – sperando d’essere smentito – dopo aver percorso i nuovi canali del parterre, entreranno nella nera cloaca di sempre?  

Ma se un progetto è un atto d’amore, lo è sempre, anche quando percorre vie diverse. Uscendo dai miasmi del sottosuolo, infine, si vede la luce. Come in una telenovelas (non quelle mal girate e mal doppiate) il sole, però, non sembra essere quello aprutino. Forse è un problema culturale, forse dipende dall’aria marina. Il lungomare san Giorgio è davvero ben disegnato, perfetto per la costa adriatica o per Ibiza, fioriere modello piazza sant’Anna comprese. 

Ultime domande (per ora). È forse perché nel bando si chiedeva di «tener conto delle caratteristiche sensoriali degli spazi» che si è pensato di montare sessanta dissuasori pedonali in acciaio modello giardini dei Tigli che appaiono perfetti per lo stazzo de Michetti? Per quanto tempo resisteranno alle notti di cavalli imbizzarriti i 10.680,00 euro dei dissuasori-stalli?

E.C.


Commenta

CAPTCHA

Commenti

Se mettono quegli orrendi pali (dissuasori) state pur tranquilli che con una bella mola verranno segati
Il progetto (con rispetto di chi l'ha fatto) fa caca'!!!! Quanti negozi moriranno durante i lavori? quanti reperti ritroveranno? quanti ci mangeranno? Soprattutto quanti soldi si sprecheranno.....? Non è meglio destinare quei finanziamenti per i servizi che il comune non è in grado di assolvere con le entrate TASI? A Teramo non serve apparire!