La droga sta uccidendo i nostri figli.
Gli ruba il tempo e la vita.
Le famiglie?
Distratte, lontane, separate, separate in casa, unite ma sorde, unite ma silenti, disunite,inseguite dalla crisi, dalla mancanza di lavoro, dalla disperazione, ricche, troppo ricche per avere altri pensieri...perchè tanto tocca sempre agli altri.
Vero?
Le Istituzioni?
Tagli e frattagli senza gli strumenti per poter operare e senza una forte volontà di andare fino in fondo.
Gli spacciatori sono in aumento a Teramo e le zone di spaccio sempre le stesse.
E allora?
Avevamo scritto di una bambina di undici anni accompagnata da un altro super minore che acquistava, che si portava via una dose.
L’abbiamo scritto, urlato.
Disperati.
Il consigliere Fracassa ci ritorna ogni due giorni.
Appare tutto inutile.
La Procura è a conoscenza dell’indagine dei carabinieri?
Un appello al Prefetto di Teramo, Valter Crudo, persone che stimiamo per attenzione e senso dello Stato.
Teramo è in allarme droga e alcol.
Alcuni locali, alcuni bar, molti esercizi di somministrazione, continuano a servire di tutto ai ragazzini perché non ci sono i giusti controlli.
Perchè non c'è la giusta attenzione.
La giusta cultura scolastica e religiosa.
Scuola e oratorio, inteso quest'ultimo come centro di fede.
Qualunque fede.
Nelle strade girano e rigirano dosi a pochi euro per creare dipendenza e clientela.
Ospitiamo la lettera di una mamma speciale di Teramo…leggetela…
Care mamme, non vi porto via molto tempo.
Ne abbiamo sempre meno, dietro i nostri pensieri e i nostri dolori.
Riassumo in dieci righe,la giovane vita di mio figlio.
Quattordici anni.
A quattordici anni, circa, ha iniziato con le cosidette "canne".
Era un ragazzo.
Un ragazzo timido, riservato, affettuoso, premuroso, sensibile.
Fu avvicinato in strada, quella maledetta strada, da un signore sui cinquant'anni,.
Era un giorno di "cup"come si dice qui da noi, di assenza volontaria e adolescenziale da scuola.
Soldi facili e tutto si è scatenato senza nessun segnale precedente.
Vi assicuro.
La mia sensazione?
Investita da un camion.
Quell’ uomo, quel delinquente, iniziò a mandarlo sulla costa come corriere..
Poi il carcere minorile.
Poi altri carceri.
Poi una donna.
Mio figlio da minorenne iniziò a frequentare una donna più grande consumatrici di droghe pesanti.
La sua distruzione.
Il mio calvario tra sert, carcere, comunità, ospedali.....cosa posso dirvi?
Al primo sentore di cambiamento d 'umore, di aggressivita', di amici, di prolungate uscite richieste insistenti di denaro, furti in casa, recatevi presso un centro di ascolto o il sert.
Informatevi.
Parlatene.
Non fidatevi neanche del vostro vicino o amico di famiglia.
Non vergognatevi,non sentitevi in colpa, coraggio.
Vi abbraccio….una mamma.
Lettera firmata
f.to Internet
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