Un giorno, da bambina, ho rubato ad una amichetta una trottola.
La desideravo, da morire. Ed è capitata nella mia tasca. I rimorsi mi hanno divorato e ancora oggi quando ci penso ne provo vergogna. Da allora ho sempre agito pensando che la vita ti dà sempre il triplo di quello che gli dai. Questa sono io.
Da oggi, per la prima volta, e mai lo avrei immaginato, sono anche un’imputata (non per la trottola). Se ci fosse ancora mio nonno sverrebbe. Nell’Italia di oggi forse non è uno scandalo ma per mio nonno il suo cognome era sinonimo di Onore. Quindi è con onore che affronterò questo processo e con la testa alta ve ne rendo partecipi.
Dalla nascita di mia figlia sono passati tre anni e mezzo, duri, durissimi, fatti di sacrifici , ma sono ancora qui e visto che è toccato a me, farò in modo che dal letame nascano fiori.
Sono stata citata in giudizio e affronterò a breve un processo perché, secondo la denuncia di Monia Pecorale, l’avrei diffamata, non per aver detto nel 2012 di non essere stata aiutata da lei in qualità di rappresentante sindacale Funzione Pubblica della CGIL, ma perché, visto quanto riferitole dal mio datore di lavoro dell’epoca, indicato dalle stessa come testimone, IO non avrei voluto firmare il contratto di lavoro, quando ero al nono mese di gravidanza.
Il processo si farà in un’aula di tribunale di Teramo fra un paio di mesi e non qui, e sin d’ora invito tutti ad assistere, ma lo scopo di questa lettera è quello di capire uno cosa fondamentale:
LA CGIL CON CHI STA?
Con una lavoratrice precaria che ha perso il lavoro al nono mese di gravidanza o con la sua rappresentante sindacale di allora che denuncia la lavoratrice, chiamando a testimoniare il datore di lavoro?
Ho scritto tante lettere, sia private alla CGIL che pubbliche su I Due Punti e in tutte ho sempre parlato del silenzio del sindacato, e soprattutto del sindacato alla quale ero iscritta e al quale ho versato la quota dovuta, fino all’ultimo giorno della mia maternità, cioè fino a tre mesi dopo il giorno in cui non mi veniva consegnata la proroga del contratto di lavoro.
L’unica risposta è stata una denuncia della allora mia rappresentante sindacale CGIL.
Oggi la CGIL che posizione prende? Finalmente vorrà vedere i documenti o basta anche ad essa la parola del datore di lavoro? Vorrà vedere l’ordinanza con la quale un Giudice mi ha reintegrato? Vuole almeno un confronto nella pubblica piazza, carte alla mano? Vogliamo rendere partecipe l’opinione pubblica della posizione del sindacato in merito al diritto del lavoro e ai diritti e doveri sindacali?
La CGIL vuole vedere, ascoltare e parlare pubblicamente del fatto di una ex precaria che ha perso il proprio lavoro al nono mese di gravidanza, senza difesa concreta del sindacato di appartenenza, la CGIL, e denunciata dalla sua rappresentante che sostiene assolutamente non la lavoratrice ma la scontata versione del datore di lavoro, di non aver voluto la lavoratrice stessa, tutt’ora senza reddito e con due bambini, firmare il contratto di lavoro?
Chiedo ai responsabili della CGIL di prendere posizione a sostegno del giusto, e di cosa rappresentano, i lavoratori e i loro diritti, soprattutto in circostanze assolutamente tutelate e tutelabili, altrimenti mi vedrò costretta ad intraprendere uno sciopero della fame davanti ai vostri uffici da DOMANI in poi, al fine di rendere nota questa vicenda, certamente anche a livello nazionale, e di rompere l’assordante silenzio sulla vicenda che addirittura sfocia in un processo penale, dove la parte denunciante non è semplicemente la Pecorale, ma la persona offesa in qualità di sindacalista, rappresentante della CGIL.
Se chi legge farà finta di non aver letto, chiederò ai cittadini di starmi vicino , perché è interesse di tutti sapere da che parte sta il sindacato.
CGIL, fatemi sapere dove e quando, pubblicamente però.
Chiudo con una domanda facile facile: quando un datore di lavoro dice che una donna incinta non è stata prorogata perché lei non ha voluto firmare il contratto, quali sono gli interventi posti in essere dalla CGIL e dai suoi rappresentanti?
Rosella Gabrielli
Commenta
Commenti