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Addio a Gigi Bollettini, il cuore rossoblù di Vera Tv: «Eravamo e siamo due guasconi»

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Eravamo due guasconi. Anzi, eravamo e siamo due guasconi.
Abbiamo scherzato, litigato, discusso e poi ricominciato a scherzare come se nulla fosse accaduto. Perché con Gigi Bollettini funzionava così. Non servivano troppe spiegazioni, bastava conoscersi, riconoscersi e accettare quel modo particolare di stare al mondo.
Gigi aveva la Sambenedettese nel cuore. Una Samba che per lui non era soltanto calcio, una maglia o il rumore di un tamburo sugli spalti. Era una colonna sonora continua, il sottofondo dei suoi pensieri, delle sue passioni e di una parte importante della sua vita.
Ci sono persone che riescono a identificarsi con una città, una squadra, una televisione. Gigi riusciva a essere tutte queste cose insieme.
Solo Bachisio Ledda poteva sopportare il nostro modo di vivere e di lavorare. E forse solo Bachisio, insieme a Gloria Caioni e Alfredo Giovannozzi, poteva riuscire nell'impresa di trasformarmi in un giornalista.
Gigi, invece, era già Gigi.
Aveva quegli occhi chiari che sembravano contenere qualcosa di diverso dal semplice blu, dal verde o dal grigio del mare. Occhi capaci di raccontare molto prima delle parole.
Gigi era Vera Tv per quella sua straordinaria capacità di essere contemporaneamente tecnico e cronista, di conoscere una telecamera e, nello stesso momento, capire una storia. Sapeva stare dietro l'obiettivo senza smettere mai di osservare ciò che accadeva davanti.
L'ultima volta ci siamo incontrati durante una conferenza stampa dei Carabinieri.
Gli nascosi la batteria della telecamera.
Gigi se ne accorse, sorrise e aspettò. Con quella pazienza che conoscevo bene e con l'aria di chi sapeva perfettamente chi fosse il responsabile.
Era il nostro gioco.
Ci prendevamo in giro nei fuori onda di ogni trasmissione, in quelle parentesi che il pubblico non vede e che spesso raccontano più di qualsiasi diretta.
Di Gigi ricordo anche la commozione davanti ad alcune storie e davanti ad alcuni uomini. Perché dietro quell'apparenza che qualcuno poteva scambiare per durezza c'era molto altro.
Gigi non era neppure burbero.
Era semplicemente Gigi.
E Gigi aveva soprattutto una capacità rara: sapeva voler bene.
Oggi rimangono le immagini, i fuori onda, le discussioni, le risate, la Sambenedettese, le telecamere, quelle attese pazienti e una batteria nascosta che adesso diventa uno dei ricordi più preziosi.
Alla sua famiglia, ai suoi amici, alla redazione e all'editore di Vera Tv, alla Sambenedettese Calcio giunga la genuinità del nostro cordoglio.
Quella genuinità che Gigi avrebbe riconosciuto immediatamente.
Ciao, guascone.

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