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Piccolo roghi nella notte tra Poggio Cono e Castellalto, l’ombra del dolo: «Scooter vicino ai focolai»

di Giancarlo Falconi
3 minuti

 Un focolaio dopo l’altro, a pochi chilometri di distanza e nel cuore della stessa notte. È questa la sequenza che sta alimentando interrogativi sugli incendi divampati lungo le strade tra Poggio Cono, Poggio San Vittorino, Castellalto, Castelbasso e Campogrande. Piccoli roghi, soprattutto tra le sterpaglie ai margini della carreggiata, intercettati fortunatamente prima che potessero trasformarsi in fronti di fuoco molto più estesi.
Gli incendi, almeno secondo le prime informazioni, sarebbero stati individuati e spenti in tempo, anche grazie ad automobilisti di passaggio, evitando conseguenze ben più gravi. Sul territorio sono intervenuti i Vigili del Fuoco, mentre una squadra della Protezione Civile è rimasta impegnata anche nelle attività di vigilanza.
A raccontare ciò che avrebbe visto nel cuore della notte è una persona che stava rientrando da una sagra.
«Per fortuna sono stati visti e presi in tempo. Stavo tornando a casa e ho trovato i Vigili del Fuoco e una squadra della Protezione Civile. Quello che mi ha insospettito è stata la presenza di diversi ragazzetti con gli scooter. La sensazione è che qualcuno possa essersi divertito ad accendere le sterpaglie a bordo strada».
Si tratta, è bene sottolinearlo, di una testimonianza e di un sospetto che dovranno eventualmente trovare riscontro. Nessuna responsabilità può essere attribuita sulla base della sola presenza di giovani in scooter nelle zone interessate.
Resta però la singolare successione di piccoli focolai sviluppatisi nel corso della stessa notte e in località relativamente vicine tra loro.
Se fosse confermata una natura dolosa, ci troveremmo davanti a un gesto di estrema gravità. Appiccare il fuoco alle sterpaglie durante una notte estiva, con vegetazione secca e temperature elevate, significa mettere a rischio non soltanto l’ambiente ma anche abitazioni, aziende agricole, strutture produttive, animali e soprattutto vite umane.
Basta una folata di vento perché quello che qualcuno potrebbe considerare un gioco diventi un incendio fuori controllo.
Anche il Codice penale prevede conseguenze molto pesanti. L’articolo 423 punisce chi cagiona un incendio con la reclusione da tre a sette anni.
Ancora più severe le pene previste dall’articolo 423-bis per l’incendio boschivo, che comprende anche le zone di interfaccia urbano-rurale: in caso di condotta dolosa la pena prevista è oggi da sei a dieci anni di reclusione; se l’incendio è provocato per colpa, da due a cinque anni. Sono inoltre previste aggravanti quando vengono messi in pericolo edifici o provocati danni particolarmente gravi all’ambiente.
Sarà ora necessario comprendere se quella scia di focolai sia stata soltanto il risultato di una serie di coincidenze oppure se esista un collegamento tra i diversi episodi. La testimonianza sui giovani in scooter resta, al momento, soltanto un elemento da verificare. Ma una certezza non ha bisogno di indagini: con sterpaglie secche, vento e abitazioni a poca distanza, una fiamma accesa sul ciglio di una strada può impiegare pochi minuti per trasformare una notte d’estate in una tragedia.
 

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