In Italia, dal 1991 al 2021, il Sistema di sorveglianza sentinella delle IST (Infezioni sessualmente trasmesse )ha segnalato un totale di 151.384 nuovi casi di IST. Il numero dei casi di IST è rimasto stabile fino al 2004, con una media di 3.994 casi di IST segnalati per anno; dal 2005 al 2016, le segnalazioni (media: 5.486 casi per anno) hanno subito un incremento pari al 37,4% rispetto al periodo 1991-2004. Nel 2021, le segnalazioni (5.761 casi di IST) sono aumentate del 17,6% rispetto al 2020 (4.748 casi di IST). Nell’intero periodo, il 71,8% dei casi di IST è stato diagnosticato negli uomini e il 28,2% nelle donne. L’età mediana dei soggetti segnalati è stata di 32 anni: in particolare, per le donne è stata di 30 anni e per gli uomini di 33 anni. Sono alcuni dei dati riportati dalla sorveglianza sentinella delle IST attiva in Italia aggiornati al 31 dicembre 2021 e pubblicati nel Notiziario ISS “Le Infezioni sessualmente trasmesse: aggiornamento dei dati dei due Sistemi di sorveglianza sentinella attivi in Italia al 31 dicembre 2021”.
Nella totalità dei ragazzi solo il 59% utilizza regolarmente il preservativo e solo l'8% si protegge con altri metodi: il resto li utilizza di rado o per niente, andando incontro non solo a gravidanze indesiderate, ma anche a malattie sessualmente trasmissibili di cui spesso non sono a conoscenza.
In Italia si è smesso di scrivere o di parlare del contagio da HIV o di tutte le malattie sessualmente trasmissibili. Il ricordo arriva al primo decennio del 2008.. “Rispetta la vita, rispetta te stesso e gli altri, usa il preservativo e nell’amore non rischiare”. Questo il messaggio dello spot del Ministero, in onda da fine gennaio 2008 sulle reti Rai e Mediaset, su La 7 e su Sky, per la prevenzione dell’Aids, che continua a rappresentare una seria minaccia per la salute con oltre 3.500 nuovi casi di contagio l’anno, e delle malattie sessualmente trasmissibili, che ogni anno colpiscono in Italia oltre 500 mila persone.
I dati in Abruzzo non sono comparabili e sono farraginosi. Gli ambulatori dell'asl di Teramo, al Mazzini di Teramo, in Malattie Infettive, registrano aumenti delle malattie sessualmente trasmesse. Quanto sarebbe importante una nuova educazione sanitaria nelle scuole? Perchè l'asl di Teramo, Fondazione Tercas, I Dirigenti scolastici non si fanno promotori, tra i primi in Italia, di un simile progetto?
Foto https://www.microbiologiaitalia.it/immunologia/malattie-sessualmente-trasmissibili-prevenzione/
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Ma vi rendete conto che per ogni problema che si presenta tutti dicono che deve pensarci la scuola? La scuola deve insegnare la civile convivenza, il rispetto reciproco, il senso di responsabilità, non tanto con chiacchiere teoriche quanto col buon esempio degli insegnanti e di tutti gli adulti che appartengono al mondo scolastico. Se un ragazzo mostra di avere un problema, lo si indirizza affettuosamente verso gli esperti del ramo. Non ci si improvvisa medici, psichiatri, assistenti sociali, istruttori di scuola-guida e così via. A ciascuno il suo.
E continuano a non volerne fare nelle scuole! L'ultima dichiarazione di un parlamentare in merito a questo l'ho letta proprio ieri.
Caro amen , "ci ve epensare la scuola" come nella sicurezza stradale, il bullismo etc organizzando incontri con esperti del settore. Per esempio i Primari che si occupano della materia.
La prevenzione dovrebbe iniziare dalle famiglie nn dalla.scuola
Ci deve pensare la scuola, ma i genitori non hanno nessuna responsabilità? Mi sembra che i quarantenni e cunquantenni siano più adolescenti dei loro figli. Purtroppo i fondi pubblici per la scuola pubblica sono stati tagliati dagli anni 90. Poi se guardiamo i fatti di cronaca odierni i ragazzi fanno i bulli con gli insegnanti, se un un'insegnante si prova a difendere, viene minacciato di querela dai genitori del bullo. A questo punto gli insegnanti fanno bene a pensare solo allo stipendio