Salta al contenuto principale

La sorpresa. Diego Di Bonaventura prova l'elezione regionale con Fratelli D'ITalia...

di Giancarlo Falconi
2 minuti
  • La cattiva sorte ci mostra chi non sono i veri amici.
    (Aristotele)

Tutto talmente scontato e banale che una sorpresa potrebbe rappresentare la rivoluzione. Il riassunto. Elezione regionale in Abruzzo dalla provincia di TEramo.

I miei amici Astolfi e Di Matteo, animeranno la contesa in Forza Italia; la mia amica Francesca Persia cercata da molti partiti continuerà la politica in Forza Italia; i miei amici Costantini e Quaresimale animeranno l'intesa nella Lega di Salvini ma cercando insieme di far scattare il seggio in giunta e in surroga mentre il mio ex amico, Giacomo D'Ignazio, ( presto vi racconterò una storia) presidente Fira, sta cercando di arruolare qualcuno o qualcuna al suo posto. Finora tutti no secchi ma era scontato. Lo stratega di se stesso sta perdendo giorno dopo giorno la propria paventata influenza. L'Antivirus? Montanelli avrebbe detto "Lasciatelo fare". 

I miei amici con gli ex amici, Gatti, D'Annuntis. Paolo Gatti che dovrà traghettare Marilena Rossi fino alla elezione. Gatti/Rossi meglio di Gatti neri. Scherziamo perchè adoriamo i gatti neri. La sorpresa? Diego Di Bonaventura, nonostante il suo passato amico Tony di Gianvittorio, sta tentando le ultime carte per la candidatura in FRatelli D'Italia cercando di abbracciare la diatriba della base tra i meloniani; il sottile e nostalgico malcontento per la candidatura di Gatti e non di Micheli, per esempio. Una questione di militanza e di passato recente. Gatti non dovrà sbagliare nulla nella comunicazione o nei rapporti sociali nei prossimi mesi. Recita a soggetto. Dovrà garantire anche alcuni passaggi importanti dei suoi civici in Fratelli d'Italia.

Marco Cipolletti? Non abbiamo alcuna informazione. Non sulla sua candidatura in Fratelli d'Italia ma su Marco Cipolletti. 

Ambizioni? L'assessorato o il Sottosegretariato per D'Annuntiis, il ruolo di Presidente del Consiglio per Paolo Gatti, Tutto ciò in attesa della lista del Presidente dove Dodo Di Sabatino ha messo in moto il raccoglitore, il mietitrebbia democristiano e solo in caso di certezza elettorale di Marsilio. Qui subentra il centro sinistra che ha solo nel teramano la vera antitesi tra Mariani che sta curando diverse intese e accordi tra le aree interne, la Val Fino, dove Astolfi imperversa, Campli, Teramo Città, la provincia, passando per Mosciano fino alla costa e Dino Pepe che si muove tra il Presidente della Provincia, D'Angelo, alcuni consiglieri a Teramo senza dimenticare la Vibrata. Ne resterà, solo uno. Giovanni Cavallari non si candiderà. Sa di politica.
Sarà un bel duello mentre a livello regionale, il centro sinistra sta ricalcando la strada del centro destra nelle amministrative a Teramo. Quando gli esempi sono importanti. La famosa arte a perdere. 

Commenta

CAPTCHA

Commenti

Dinamiche in movimento nella ferma convinzione di consensi auspicati
Tutto molto molto difficile nella semplicità

Chi si candida si candida... L'importante è che lo faccia Giangui nostro.

UNA BELLA SORPRESA
dare una chance regionale al candidato Sindaco di Teramo del Centro Destra Unito.
Chi si farà promotore questa volta?
Anche il MANDARINO ebbe l'opportunità di diventare ARANCIO ma, se la lasciò sfuggire!
Quel che si dice
Aznavour