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Teramo, via Longo senza controlli: fornacelle e rifiuti nelle palazzine abbandonate

di Giancarlo Falconi
1 minuto

La domenica pomeriggio in via Longo, a Teramo, ha un programma tutto particolare. C'è chi all'alba entra ed esce dalle palazzine chiuse; chi accende fornacelle, chi abbandona i rifiuti. Ognuno con la propria mancanza di senso civico. Una sorta di ritrovo all'aperto, ma soprattutto al riparo da quei controlli che i residenti chiedono da tempo.
Due edifici che avrebbero bisogno di interventi concreti e di una prospettiva di recupero. Al loro posto, secondo le segnalazioni, continuano il via vai e il degrado, accompagnati da un silenzio istituzionale che alimenta l'esasperazione di chi vive nella zona.

La vicenda riporta al centro del dibattito anche le priorità dell'Amministrazione comunale. Da una parte, la scelta di riscattare con circa sei milioni di euro la gestione dello stadio Bonolis attraverso un accordo con un imprenditore locale; dall'altra, immobili inutilizzati e la questione dell'housing sociale, che potrebbe rappresentare una risposta concreta alle esigenze abitative della città.
Non si tratta di mettere sullo stesso piano interventi amministrativi differenti, ma di interrogarsi sulle scelte e sulle risorse dedicate al recupero del patrimonio edilizio.
 

Intanto, in via Longo, le richieste di maggiore sicurezza e vigilanza continuano a ripetersi. Restano da chiarire la frequenza e la natura degli accessi negli edifici e quali iniziative siano previste per impedirli.
Il paradosso è tutto qui: le palazzine sono state chiuse, ma il problema è rimasto aperto. E mentre la città discute di grandi investimenti, in via Longo basta una fornacella accesa davanti a un edificio abbandonato per ricordare quanto possa costare, anche socialmente, il mancato recupero di un quartiere.

Video https://youtube.com/shorts/sAZB5p7_Nm4?is=YGQSvpqNUKoxPpck

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