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Ecosistema Urbano 2026, Teramo perde 13 posizioni e scivola al 68° posto. Pescara diventa la prima città abruzzese

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Teramo perde terreno. Tredici posizioni in un anno nella classifica di Ecosistema Urbano 2026, il rapporto di Legambiente che analizza le prestazioni ambientali di 106 capoluoghi italiani. Dal 55° posto del 2025 al 68° di quest'anno, con un punteggio del 50,81%, inferiore alla media nazionale del 55,7%.
Un arretramento che assume ancora più significato nel confronto regionale. Teramo perde il primato abruzzese, conquistato nel precedente rapporto, e viene superata da Pescara, che sale dal 71° al 62° posto, raggiungendo il 52,57%. Situazione ancora più difficile per Chieti, che precipita dal 59° all'83° posto, mentre L'Aquila rimane stabile al 78°.
Per Teramo il risultato apre una riflessione sulle politiche ambientali e sulla capacità di migliorare concretamente la vivibilità cittadina. Gestione dei rifiuti, mobilità sostenibile, trasporto pubblico, qualità dell'aria, dispersione idrica e verde urbano sono alcuni degli aspetti esaminati dall'indagine. Il dato complessivo non consente di attribuire l'arretramento a una singola criticità, ma evidenzia la necessità di approfondire le prestazioni nei diversi settori.

Il confronto nazionale rende il risultato ancora più significativo: mentre la media italiana migliora, Teramo perde posizioni e lascia a Pescara il primato regionale.
Tredici posizioni perse non rappresentano automaticamente tredici passi indietro nella qualità ambientale, ma costituiscono un segnale che l'Amministrazione comunale dovrebbe analizzare e spiegare ai cittadini. Perché una città sostenibile non si racconta attraverso i progetti annunciati ma dai fatti.

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