Piena solidarietà della direzione strategica al personale di Pronto soccorso della Asl di Teramo. Si tratta di unità operative strategiche, con caratteristiche complesse e particolari dinamiche organizzative. Nulla è programmabile nei pronto soccorso, che sono chiamati a rispondere alla richiesta urgente di prestazioni del cittadino, divenuta ancora più incalzante dopo la pandemia. Il personale è chiamato cioè a dare risposte immediate a chi ha un problema di salute, spesso grave.
Il triage infermieristico è “il primo momento di accoglienza e valutazione di pazienti in base a criteri definiti che consentano di stabilire la priorità di intervento”. L’afflusso di pazienti al triage e quindi al Pronto soccorso è continuo e il nostro personale è sottoposto a una serie di tensioni sia derivanti dalla responsabilità della valutazione del paziente che del controllo del paziente che è in attesa di essere visitato. Appunto perché nulla può essere programmato accade spesso che il personale si ritrovi a gestire più emergenze contemporaneamente e quindi a dover mantenere il sangue freddo e il controllo della situazione per il bene del paziente. Tutto questo assicurando gentilezza e attenzione ai problemi che ogni cittadino che affluisce al pronto soccorso manifesta, anche durante i momenti più caotici con codici rossi in corso.
Può accadere che al termine di una giornata impegnativa o che durante un momento particolarmente critico ci sia qualche risposta meno attenta. In un contesto in cui il personale è concentrato nell’assicurare prestazioni sanitarie che sono per la gran parte tempo-dipendenti può accadere che passi in secondo piano l’accoglienza e l’empatia verso il cittadino. Di questo ci scusiamo. Lavorare in settori strategici e particolarmente difficili come i Pronto soccorso non è cosa semplice e la direzione aziendale è ben consapevole dell’importanza del lavoro svolto dai propri dipendenti _ appositamente formati per il difficile ruolo che sono chiamati a svolgere _ a cui ribadisce la propria fiducia e la propria stima.
Su migliaia di prestazioni assicurate all’anno si possono verificare situazioni spiacevoli per il cittadino, ma ci sono pure tantissimi pazienti che si complimentano per la gentilezza e l’accuratezza del trattamento.
Che lavorare in Pronto soccorso significhi essere in “prima linea”, che si tratta di un lavoro stressante e pesante è testimoniato anche dal fatto che a livello nazionale nella maggior parte dei casi le borse per la scuola di specializzazione in medicina d’urgenza non sono assegnate perchè non c’è domanda.
Nella nostra Asl durante il periodo estivo, considerando la carenza di medici legata alla fruizione delle ferie, i medici del Pronto soccorso si sono adoperati per coprire i turni con abnegazione e spirito di sacrificio pur di assicurare il servizio h24 ai nostri pazienti.
La Asl di Teramo, peraltro, è impegnata in un costante miglioramento del servizio. Gli accessi al Pronto soccorso nel 2022 sono stati 45.116 con una media di 124 al giorno. Gli accessi al 24 settembre 2023 sono stati 36.251 con una media di 122 al giorno. Per gestire un così alto numero di accessi la Asl di Teramo ha organizzato, seguendo le indicazioni a livello nazionale, un Piano per ridurre il sovraffollamento.
E’ ovvio che dobbiamo migliorare, ma non va dimenticata l’abnegazione del personale, l’impegno profuso a favore dei cittadini.
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HAI VISTO MAI CHE IL CANE MANGIA IL CANE.
Molta gente va al pronto soccorso perchè molti medici di famiglia ricevono per appuntamento....quindi il pronto soccorso è una necessità, se magari il medico di base visitasse subito sarebbe meglio.
Che voleva dire?
Lui e Brucchi si sono accorti delle lamentele estese?
Volete pure la medaglia?
E poi gli applausi?
La frase “ può accadere che passi in secondo piano l’accoglienza e l’empatia verso il cittadino“ si commenta da sola. Non deve MAI passare questo concetto. Se è vero che sia colpa dello stress e del superlavoro ( e ne dubito perchè invece dipende dall’atteggiamento personale) la responsabilità è allora di chi si occupa di cercare improbabili siti per nuovi ospedali, invece di mettere il personale in condizione di rispondere adeguatamente ai bisogni dell’utenza. Il personale “ è adeguatamente preparato”? Beh, cambiate preparatori
Mi scusi sig. Direttore Generale ma la giustificazione non sta in piedi. Se è una situazione che si ripete sempre bisogna porre rimedio, e qualcuno deve occuparsene, provi lei ad andarci in incognito e ci faccia sapere.
Sono d'accordo con Arturo. I medici di base si sono trasformati in impiegati. Non assicurano un servizio adeguato ai pazienti che, giocoforza, devono recarsi al pronto soccorso. Urge una ristrutturazione estesa, dei pronto soccorso e delle strutture che dovrebbero fungere da supporto. Allo stato attuale, la situazione penalizza i malati. Meglio prenderne atto ed evitare le difese ad oltranza
Caro dott. Di Giosia, e' quanto mai inutile la sua difesa di una struttura da Lei coordinata! Tra l'altro noi che leggiamo siamo gli utenti del Pronto Soccorso e ben sappiamo come funziona questo servizio. Le lamentele raccolte da Giancarlo Falconi sono solo una piccola parte: ognuno di noi ha avuto il privilegio di constatare quanto sia empatico il personale di tutta la nostra struttura ospedaliera, salvo rare eccezioni che magari determinano i commenti positivi da Lei citati! Capisco che sia doverosa la Sua lettera nei confronti dei dipendenti ma se solo potesse fare un giro da utente normale nella ASL da Lei diretta vedrebbe quanto disagio si prova!