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Proroga stabilimenti balneari. L'Abruzzo fa giurisprudenza...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dalla Regione Abruzzo, insieme al Sib, sindacato italiano balneatori in merito alla sentenza del Consiglio di Stato che aveva bocciato la proroga delle concessioni balneari. Cassata la sentenza, toccherà ora al Consiglio di Stato pronunciarsi nuovamente tenendo conto anche delle nuove leggi che Parlamento e Governo hanno ratificato dopo la precedente sentenza. 
“Si tratta di una sentenza molto importante. Sono orgoglioso perché siamo l’unica regione italiana  ad aver difeso i diritti dei balneatori”, ha commentato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.
 Con la sentenza della Corte di Cassazione si apre un nuovo scenario in merito alla gestione degli stabilimenti balneari. La Corte ha riconosciuto fondate le ragioni della Regione Abruzzo che ha voluto costituirsi in giudizio anche per valorizzare il ruolo degli enti territoriali come soggetti esponenziali degli interessi della comunità. 
Adesso il Consiglio di Stato, chiamato a esprimersi nuovamente, si trova davanti a un nuovo scenario che comprende le leggi che nel frattempo sono state licenziate dal Parlamento e dal Governo. 
"Ringrazio lo studio Brancadoro e Cerulli Irelli, che insieme all'avvocatura regionale diretta da Stefania Valeri, ha preparato il ricorso sapendo evidenziare il danno che questa prima sentenza avrebbe causato a un intero comparto non solo in Abruzzo me sull'intero territorio nazionale", ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.

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Commenti

Non esageriamo, un ombrellone e 2 sedie in una stagione fruttano minimo 500€, se uno ha 100 ombrelloni fate il conto, magari di concessione paga 5000€ cioè 10 ombrelloni....è matematica.

Anonimo

Non è quello il discorso.

Se le concessioni finiranno in mano alle multinazionali (perché sarebbero gare che NON puoi limitare alla sola Italia e perché essendo gare chi ha più soldi la spunta) avremo demanio dello stato italiano sostanzialmente in mano straniera.

Non solo, la cosa peggiore è che se le concessioni vanno rinnovate ogni 5 anni (peggio a tempo inferiore),
secondo te chi andrebbe ad investire nelle strutture (e quindi in servizi) con il rischio di doverle poi lasciare ?

Il gioco probabilmente sarebbe spremere la vacca x farla fruttare al massimo investendo nulla, quindi costi maggiori e servizi peggiori.

Ora, che le concessioni non possano rimanete a buon mercato e x decenni in mano agli stessi sono d'accordo, ma si deve trovare un metodo efficace e soprattutto non deve, a mio avviso, essere la comunità europea a dettare cosa devo fare con il mio territorio nazionale.

E comunque la direttiva europea alla fine riguarda solo noi sostanzialmente, non ci sono spiagge attrezzate come le nostre in altre nazioni europee, od almeno non con l'estensione e la frequenza delle nostre strutture.

Uhm........

La giusta guerra dei balneatori.
L'impari disfida con la famigerata Commissione Europea che esige la messa a gara delle concessioni balneari. Tutto per consrntire alle MULTINAZIONALI affamate del mare & del sole italiano pronte alla Grande Battuta di Caccia.
Speriamo quindi che l'importante Sentenza dei Giudici di Piazza Cavour non sia neutralizzare dal Consiglio di Stato
Complimenti alla Regione Abruzzo e anche all'Avv. Stefania Valeri colta e raffinata giurista coartefice dell'impresa.
Auguriamoci che la Premier Meloni trovi, finalmente, la forza di dire NO e a voce alta, all'amica Ursula!
Allons Enfants
Aznavour

Giancarlo, balneatori, non vi fate prendere in giro!
Se si parla del verdetto n.32559 delle Sezioni Unite Cassazione Civile riguarda lo sbaglio che il Consiglio di Stato ha fatto non ammettendo nel giudizio i rappresentanti del settore Sib-Confcommercio, Assonat e Regione Abruzzo, i giudici infatti si sono pronunciati SOLO sul punto dell'esclusione NON sul merito delle norme. Quindi ci sarà adesso un nuovo giudizio nel quale troveranno ascolto i tre soggetti esclusi.