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Teramo. Ripristino stradale, la gara finisce alla Corte dei Conti: esposto sul possibile danno erariale

di Giancarlo Falconi
3 minuti

TERAMO – Non è più soltanto una battaglia amministrativa sulla regolarità della gara. La vicenda del servizio di ripristino della sicurezza stradale dopo gli incidenti approda ora davanti alla magistratura contabile, con un esposto per presunto danno erariale trasmesso il 18 agosto 2026 alla Procura regionale della Corte dei Conti per l’Abruzzo.
Un nuovo passaggio che allarga ulteriormente il perimetro di una controversia già arrivata all’attenzione dell’ANAC e sulla quale era stato annunciato anche un ricorso davanti al TAR Abruzzo.
L’oggetto della denuncia riguarda la concessione del servizio di ripristino post-sinistro della viabilità comunale e contiene la contestazione di quelle che il denunciante definisce «plurime nullità degli atti fondanti», oltre alla presunta violazione del cosiddetto stand still. Alla Procura contabile viene chiesta l’apertura urgente di un fascicolo e l’audizione dello stesso denunciante.
La procedura riguarda gli interventi successivi agli incidenti stradali: dalla pulizia della piattaforma stradale al ripristino delle condizioni di sicurezza, fino al reintegro delle matrici ambientali eventualmente compromesse. Il valore indicato per la concessione è di circa 132mila euro.
Secondo quanto riportato nell’esposto, l’iter sarebbe stato avviato con la determinazione dirigenziale numero 1674 del 9 agosto 2025, per arrivare all’aggiudicazione definitiva disposta con determinazione del 17 luglio 2026.
La vicenda aveva già assunto nelle ultime settimane una dimensione ben più ampia rispetto al normale confronto tra un operatore economico e l’amministrazione comunale. La società che contesta la procedura aveva infatti assegnato al Comune dieci giorni per procedere all’annullamento in autotutela. Una volta scaduto il termine erano stati annunciati diversi esposti all’ANAC e la predisposizione del ricorso al giudice amministrativo.
Tra i nodi sollevati resta anche quello relativo alla legittimità degli atti posti alla base della gara e ai poteri esercitati nell’ambito della struttura della Polizia Locale.
Si tratta, è necessario ribadirlo, di contestazioni contenute in un esposto e non di responsabilità già accertate. Saranno gli organi competenti a stabilire se i rilievi avanzati abbiano o meno fondamento.
L’ingresso della Corte dei Conti cambia però la prospettiva della vicenda. Non si discute più soltanto della validità amministrativa della procedura, ma anche dell’eventuale esistenza di conseguenze economiche per le casse pubbliche qualora venissero accertati comportamenti o atti irregolari capaci di determinare un danno erariale.
Il dossier, insomma, continua ad allargarsi. Dopo le contestazioni, le diffide, gli esposti all’ANAC e il ricorso al TAR annunciato, sulla gara del Comune di Teramo si apre adesso anche il capitolo contabile. Sarà la Procura regionale della Corte dei Conti a valutare se vi siano gli elementi per procedere. Nel frattempo quella concessione da circa 132mila euro, nata per riportare in sicurezza le strade dopo gli incidenti, è diventata essa stessa un terreno particolarmente accidentato per Palazzo di Città.
Giancarlo Falconi

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