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West Nile, primo caso umano del 2026 in Abruzzo: 85enne ricoverato al Mazzini

di Giancarlo Falconi
4 minuti

Il paziente è in buone condizioni nel reparto di Malattie infettive. La Asl di Teramo ha avviato immediatamente l’indagine epidemiologica e rafforzato le misure di sorveglianza e prevenzione.

TERAMO – È stato registrato all’ospedale Mazzini di Teramo il primo caso umano del 2026 in Abruzzo di infezione da West Nile Virus. Si tratta di un uomo di 85 anni, attualmente ricoverato nel reparto di Malattie infettive diretto da Antonella D’Alonzo. Le sue condizioni sono buone e la sintomatologia è in fase di risoluzione.

L’anziano si era presentato ieri al Pronto soccorso dell’ospedale di Teramo accusando febbre e dolori osteoarticolari. Nel primo pomeriggio di oggi gli esami del sangue hanno confermato la positività al virus West Nile.

Il caso arriva a poche settimane dall’individuazione, alla fine di luglio, della circolazione del virus tra le zanzare presenti sul territorio provinciale.

Subito dopo la conferma, il Servizio di igiene, epidemiologia e sanità pubblica della Asl di Teramo ha avviato l’indagine epidemiologica prevista dal Piano operativo regionale per la prevenzione, sorveglianza e controllo delle Arbovirosi.

L’attività punta a ricostruire i luoghi frequentati dall’85enne e a individuare la possibile zona nella quale sarebbe avvenuta l’esposizione alla zanzara vettore. In base ai risultati dell’indagine epidemiologica e delle verifiche entomologiche potranno essere concordati con le autorità competenti ulteriori interventi, comprese eventuali procedure di disinfestazione.

La West Nile è una malattia virale trasmessa principalmente dalla puntura della Culex pipiens, la comune zanzara particolarmente attiva dal tramonto all’alba.

A rassicurare la popolazione è il direttore del Siesp della Asl di Teramo, Maurizio Belfiglio. «La presenza del virus West Nile nelle zanzare non significa automaticamente che vi siano persone malate». Nell’uomo, infatti, circa l’80% delle infezioni non provoca sintomi, mentre nel 20% dei casi può comparire una sindrome simil-influenzale.

Solo in una percentuale inferiore all’1%, soprattutto tra anziani, immunodepressi e persone affette da patologie croniche, l’infezione può sviluppare forme neuro-invasive più gravi che richiedono il ricovero ospedaliero.

La provincia di Teramo resta sotto sorveglianza attraverso una rete di controlli che coinvolge il Dipartimento di prevenzione diretto da Mario Di Domenicantonio e il Servizio veterinario di sanità animale guidato da Andrea Di Provvido.

Il monitoraggio comprende l’esame delle carcasse di uccelli selvatici rinvenuti morti, il controllo delle specie sensibili, la ricerca del virus nelle zanzare nei laboratori dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo e la sorveglianza sugli equidi, in particolare in presenza di sintomi neurologici.

Proprio l’individuazione tempestiva delle zanzare positive viene indicata dalla Asl come dimostrazione dell’efficacia del sistema di sorveglianza regionale, che permette di attivare rapidamente le misure di prevenzione.

Ai cittadini viene raccomandato di utilizzare repellenti cutanei, indossare nelle ore serali e notturne abiti chiari e a maniche lunghe, installare zanzariere e soprattutto eliminare ristagni d’acqua da sottovasi, secchi e contenitori.

Particolare attenzione viene richiesta agli anziani e alle persone fragili: in presenza, dopo punture di zanzara, di febbre elevata, forte mal di testa o sintomi neurologici, è opportuno rivolgersi rapidamente al proprio medico.

La Asl di Teramo ha inoltre predisposto, insieme alla Regione Abruzzo, uno specifico protocollo per la gestione ospedaliera degli eventuali casi. È stato costituito anche un gruppo di lavoro che coinvolge, tra gli altri, il direttore sanitario aziendale Francesco Delle Monache, il direttore dell’ospedale di Teramo Guido Angeli, Antonella D’Alonzo, Maurizio Belfiglio, Anna Rita Gabriele e Sofia Chiatamone Ranieri.

«L’attività di sorveglianza e di prevenzione che stiamo portando avanti conferma l’impegno quotidiano della Asl di Teramo nella tutela della salute della comunità, attraverso il lavoro dei nostri professionisti e la collaborazione con le istituzioni del territorio», sottolinea il direttore generale Maurizio Di Giosia.

Il primo caso umano del 2026 accende dunque ulteriormente l’attenzione, ma al momento il quadro sanitario resta sotto controllo e le condizioni dell’85enne ricoverato al Mazzini non destano preoccupazione.

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