Roseto, le scelte politiche dell'avvocato Alessandro Recchiuti e quella delusione che neppure la grande letteratura riesce a curare.
Se dovessi consigliare alla generazione dei quarantenni, quella dell'avvocato Alessandro Recchiuti, tre libri da amare, tre autori o magari entrambi, non avrei molti dubbi. Partirei da Gogol con Taras Bulba, proseguirei con L'età incerta di Hartley e chiuderei con l'autobiografia di Vittorio Alfieri.
Tre letture, tre modi diversi di interpretare la vita, i valori, le contraddizioni e soprattutto le scelte.
Vedere un uomo di valori come Alessandro Recchiuti entrare nel campo allargato della coalizione a sostegno del sindaco di Roseto, Mario Nugnes, mi ha fatto pensare a Una manciata di polvere di Evelyn Waugh e a La resa dei conti di Saul Bellow.
Mi sono sentito perfino dimezzato, alla maniera di Calvino. Ho provato quella particolare miscela di delusione e rabbia che arriva dopo gli 84 giorni consecutivi di attesa raccontati da Hemingway ne Il vecchio e il mare.
La letteratura sarà anche terapeutica. I libri, in fondo, possono curare. Leggete Eldekin.
Rimane, però, una convinzione personale che nessuna scelta politica riuscirà a cancellare: Alessandro Recchiuti, per noi, è stato il migliore candidato sindaco a non candidarsi.
Qualche anno fa.
Una persona intelligente. Un avvocato preparato. Un uomo di valori. Un amico che avrebbe meritato altra considerazione. Alta considerazione.
Non è soltanto una questione di appartenenza politica. È il rammarico per ciò che sarebbe potuto essere e che, almeno fino a oggi, non è stato.
Ci sarebbe piaciuto vederlo accanto a Vanessa Quaranta, ( Il coraggio delle donne di Dacia Maraini e Chiara Valentini) protagonista di uno scontro politico certamente più interessante per argomenti, confronto e vitalità.
Una sfida di idee, di visioni, di personalità. Di quelle che possono restituire alla politica il piacere del dibattito e agli elettori la possibilità di scegliere davvero.
Invece, la politica ha scritto un altro capitolo. Alessandro Recchiuti ha fatto la sua scelta. Legittima, naturalmente. Come legittima è la nostra delusione. In fondo un uomo può scegliere se urinare in piedi o da seduto
Gli abbiamo fatto soltanto due domande. L'occasione ci è gradita per omaggiare la meritocrazia rosetana e augurare, a chi ha vinto concorsi pubblici e a chi è riuscito a tornare a Roseto dopo aver vinto un concorso pubblico, le migliori fortune.
Tutto il resto è un libro chiuso.
Non serve.
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