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Caro gasolio, cresce la protesta dei Tir: distributori senza carburante, Abruzzo e Molise rischiano l'effetto domino

di Giancarlo Falconi
1 minuto

La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio si estende nel Sud Italia e minaccia di coinvolgere anche Abruzzo e Molise. In Puglia e Calabria si segnalano distributori rimasti senza carburante, mentre da oggi, 17 ottobre, fino al 20 ottobre è prevista una mobilitazione dei mezzi pesanti con presidi nelle diverse province, camion schierati lungo le strade e possibili ripercussioni sulla viabilità.
Nel Foggiano la situazione è già particolarmente delicata. Confagricoltura Bari-BAT denuncia le difficoltà delle aziende agricole e agroalimentari, con numerosi mezzi carichi di prodotti freschi bloccati e consegne a rischio. Ogni ritardo può tradursi in perdite economiche pesantissime, soprattutto per le merci facilmente deperibili.

La mobilitazione in Calabria è iniziata il 16 ottobre e proseguirà fino al 20, con presidi distribuiti nelle cinque province. I camion sono stati sistemati ai margini delle carreggiate, provocando restringimenti e rallentamenti anche in prossimità di importanti collegamenti stradali. Le carenze di carburante registrate in Puglia e Calabria sono legate anche alle difficoltà di approvvigionamento causate dalle proteste nell'area industrilae di Taranto.

Anche l'Abruzzo potrebbe essere coinvolto nei prossimi giorni. Le province di Teramo, Pescara, Chieti e L'Aquila rischiano di subire le conseguenze di eventuali blocchi, con disagi per il trasporto delle merci, la distribuzione dei carburanti, i collegamenti stradali e la mobilità urbana. Analoga preoccupazione riguarda il Molise, dove potrebbero essere organizzate iniziative di protesta.
Dall'Aquila con adesioni nelle altre province, intanto, alcuni manifestanti si starebbero preparando a raggiungere Roma per portare la contestazione contro il caro gasolio direttamente nella Capitale.
La preoccupazione maggiore riguarda un possibile effetto domino: difficoltà nei rifornimenti, rallentamenti della circolazione, consegne sospese e attività economiche penalizzate. Se la mobilitazione dovesse estendersi, anche l'Abruzzo potrebbe trovarsi ad affrontare giornate particolarmente complicate, con conseguenze per cittadini, pendolari e imprese.


 

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