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Il bullismo raccontato da un ragazzo teramano...

di Giancarlo Falconi
5 minuti

Francesco Di Giuliantonio è un ragazzo di Teramo che racconta Teramo come un moderno Indiana Jones o ancora meglio con la curiosità di PIero e Alberto Angela.
Questa è la sua prima puntata da una idea di Renzo Miracoli.
https://www.facebook.com/share/p/26FGmjRjJDQiaguW/

Vi volevo fare leggere il suo pensiero, il suo racconto del bullismo a Teramo dopo l'episodio che ha visto protagonista un adolescente vittima di alcuni bulli e salvato dal giornalista Alfredo Giovannozzi.
https://www.iduepunti.it/07-02-2024/giornalista-teramano-salva-ragazzo-dai-suoi-bulli

Scrive Francesco...

Atti di violenza da branco nei portici dell'ex cinema Apollo. In due righe, espongo il mio parere, essendo coetaneo della vittima. Intanto, complimenti ad Alfredo Giovannozzi, che si è dimostrato capace di agire senza temere una reazione. Il fenomeno della violenza da branco e del bullismo esiste da diversi decenni, ma qui, purtroppo, non si tratta di semplice bullismo. Si tratta di ben altro. 
Già leggendo i vari articoli che pubblicati questa sera su alcune testate giornalistiche online, il branco colpevole dell'aggressione era composto da ragazzi quasi maggiorenni, a vederli, probabilmente di origine nordafricana. La piattaforma Facebook non è utilizzata, in genere, dalle nuove generazioni, che preferiscono Instagram dove tutto è più semplice, immediato, privo di amicizie, dove esistono solo i cosiddetti "followers". E proprio per questo che vorrei affrontare il tema su Facebook, perché tra i pochi presenti su entrambe le piattaforme, e così facendo posso portare il mio parere ad un pubblico adulto, che, in alcuni casi, disconosce. 
Non conosco i protagonisti della vicenda, ma se sono i "nordafricani" citati negli articoli giornalistici, allora li ho a mente. Un gruppo di magrebini, giunti chissà da dove, e quando, che imperversano in circoscritte e nascoste zone della nostra città: a partire dalla Villa Comunale, ai fast food venditori di kebab che affacciano sul lato occidentale di piazza Garibaldi, ai giardinetti in fondo a Viale Mazzini, a piazzetta del Sole, al parcheggio multipiano di piazzale S. Francesco, ai Tigli, e, il sabato sera, in via Albi, che costeggia l'Istituto Braga e il cineteatro comunale, fino ad arrivare, appunto, ai portici dell'ex cinema Apollo, e talvolta fino a piazza Sant'Anna, Via Getulio e Vico del Gomito.
Parlano arabo tra di loro, indossano abiti "firmati", borsellini, e spesso sono incappucciati. Sono fratelli, cugini, amici, non si sa.
Sono iscritti agli istituti d'istruzione superiore, ma non fanno altro che marinare la scuola, per farsi gli "spinelli" a piazzetta del Sole, durante il giorno, e distruggere le altalene dei giardinetti di viale Mazzini fino alle due, tre di notte, per poi far ritorno alle proprie abitazioni, o (suppongo io), alla Caritas Diocesana o in associazioni preposte. Di quest'ultima ne ricordo una tra viale Bovio e via De Benedictis. La verità è che questo branco non ha ambizioni, si rinchiude, si nasconde, ma dove si nasconde da il peggio di sé, e se la prende con i poveri inermi, forse perché ubriachi o particolarmente "entusiasti". La verità è che, senza generalizzare, la nuova generazione non apprezza più ciò che oggettivamente è bello, a partire dalla musica. Abbiamo bisogno di essere ascoltati, compresi ed aiutati. Ma quali sono poi gli esempi? Un assetato di musica trap che si pavoneggia nelle proprie "melodie", utilizzando termini non consoni, che, molto spesso, incitano all'odio, alla violenza, al fumo e alle dipendenze. Esistono, tra la nostra generazione, i cosiddetti "maranza", che si identificano con i vili aggressori della vicenda dei portici dell'ex cinema Apollo. I "maranza", hanno la necessità di nascondersi, di occultarsi durante il giorno in zone immediatamente limitrofe al corso cittadino. I portici dell'ex cinema Apollo, da un pò di anni ormai, sono assoggettati dai "maranza", soprattutto nelle ore notturne, e durante il giorno, specialmente di sabato, questi si recano in via Albi, pronti ad accendere i propri motorini all'impazzata, incuranti del disturbo che potrebbero arrecare agli studiosi del consevatorio e alle cinque attività commerciali che affacciano su Largo Cellini.Bullismo e Cyberbullismo – CENTRO PROVINCIALE PER L'ISTRUZIONE DEGLI ADULTI  NAPOLI PROVINCIA 2

Appena usciti da scuola, in quei pochi giorni, stazionano nella traversa di via Milli, di fronte ai giardini Pannella e nelle scalinate antistanti la palestra del Liceo delle Scienze Umane. Per il momento, anche a livello scolastico, un porto sicuro è l'Istituto Delfico, e lo posso affermare apertamente.
Cosa piace ai "maranza"? Piace bere, fumare, farsi di sostanze e, successivamente e di conseguenza, prendersela con chiunque gli dia del filo da torcere. Come i calabroni. Sono dei vesponi nascosti nei propri nidi, così che nessuno li veda (io li osservo perché curioso di questa amara realtà). Uno sciame di vespe che non circoscrivono una zona della città. In quei luoghi, come la villa comunale, dove ho trascorso gran parte della mia infanzia con i nonni, dove si sentono al sicuro, per sfuggire alle forze dell'ordine, ascoltando, osservando, accananendosi contro chiunque gli dia del filo da torcere, specie dei più curiosi, sempre miei coetanei. 

Un fenomeno che andrebbe analizzato. Io ho detto la mia, perché coetaneo alla vittima dell'ultimo fatto. Ah, un'altra cosa, credo che loro siano gli stessi che imperversano intorno alle rovine dell'Anfiteatro Romano tra il duomo e via Irelli. Nemmeno più vico della Volpe, che da tempi preistorici è "via del piscio", perché vico oscuro, dove i raggi solari non penetrano nelle abitazioni, come in gran parte del quartiere San Leonardo. 
Basta assecondarli, noi vogliamo poter camminare liberamente senza essere aggrediti per tutto il centro storico, non dobbiamo temere nessuno!

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Commenti

Ai lavori sociali: la mattina presto, molto presto, obbligo di pulizia accurata delle strade, nel pomeriggio sfalcio della zona lungofiume con relativa raccolta e differenziazione dei “ricordini” presenti.
Tutto questo per un mese, alla scadenza, si ricomincia per un altro mese e così via per almeno un anno; alla fine un piccolo esame di educazione civica, se bocciati si ricomincia da capo.

Un ragazzo maturo e intelligente Francesco, ma i vigili urbani che fanno? Perché non intervengono contro la droga e il bullismo?

Una bella cura di "sardelle" e rimpatrio immediato così finisce anche il magna magna che gira intorno a loro fra avvocati con patrocinio che paghiamo noi strutture che paghiamo noi, cibo, vestiti e cellulari di ultima generazione che paghiamo sempre noi oramai impoveriti da tutto questo