Dopo due anni torna il rito della Processione della Desolata a Teramo.
Partecipata da almeno 3 mila fedeli con il dolore e il fragore di una Guerra Vicina raccontata dalla presenza di profughi chiusi nel silenzio di un dolore profondo; partecipata con il silenzio e il martirio di una disumanità latente; partecipata con il Vescovo Leuzzi che ricordava il senso della solidarietà e del rigore dell'attenzione liturgica; partecipata con un forte desiderio di resurrezione e di rinascita dei valori cattolici; partecipata alla luce di candele che si consumano di luce.
Partecipata, nonostante la chiusura della Chiesa di Sant'Agostino, il rito della Desolata continua a rievocare la ricerca della Madre angosciata del Figlio Gesù condannato a morte; questa "cerca" avviene per sette chiese di Teramo, che rappresentano anche i sette dolori di Maria Addolorata. (W)
La processione è organizzata dall'Arciconfraternita dei Cinturati. Suggestive le donne, vestite a lutto, che intonano i canti sacri del Venerdì santo, seguono quindi il parroco del Duomo e i sacerdoti delle altre parrocchie di Teramo. Ed ecco, infine, apparire la statua lignea della Vergine Addolorata, detta appunto la Desolata: lo splendido simulacro, issato su una portantina lignea con un panno nero, è portato a spalla proprio da donne vestite di nero. A chiudere il corteo c'è la banda che intona i brani a lutto di autori teramani. (W).
Una preghiera tutti insieme...cattolici, cristiani ed atei...https://youtu.be/yA21TNjZTh8
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