Un ragazzo di 17 anni residente a Sant’Egidio alla Vibrata, in provincia di Teramo, è stato arrestato dalla Polizia di Stato e collocato in una comunità per minori su disposizione del GIP del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila.
Secondo gli investigatori, il minore avrebbe diffuso sui social contenuti neonazisti, suprematisti e razzisti, oltre a materiale legato all’accelerazionismo e all’estremismo violento. Durante le indagini, la Digos avrebbe trovato nei suoi dispositivi numerosi documenti e file con propaganda estremista e istruzioni per costruire armi da fuoco con stampanti 3D, una pistola semiautomatica, una canna per arma 9x19 mm e una bomba molotov.
Nelle chat analizzate sarebbero inoltre emersi contenuti violenti, riferimenti a pratiche satanistiche e minacce molto gravi, tra cui l’intenzione dichiarata di accoltellare una persona a Bergamo.
I reati ipotizzati sono propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, e addestramento con finalità di terrorismo.
In sostanza, il punto centrale della notizia è che gli investigatori ritengono di aver bloccato un percorso di radicalizzazione violenta prima che potesse evolvere ulteriormente.
Commenta