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Criminalità in Abruzzo, Pescara la provincia più esposta. Teramo al 65° posto, Chieti e L’Aquila nelle ultime posizioni

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Pescara al 43° posto, Teramo al 65°, L’Aquila al 76° e Chieti al 79°. È questa la fotografia dell’Abruzzo che emerge dall’indice di criminalità pubblicato dal Sole 24 Ore, elaborato sulla base dei dati del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno relativi al 2025.
Una graduatoria che prende in considerazione il numero delle denunce ogni 100mila abitanti e che vede le quattro province abruzzesi collocate nella seconda metà della classifica nazionale, con l’eccezione di Pescara, più vicina alla parte centrale.
Pescara registra 10.715 reati denunciati, pari a 3.439,1 ogni 100mila abitanti. Il dato è comunque in diminuzione del 7,9% rispetto all’anno precedente.
Teramo occupa la 65ª posizione nazionale, con 9.096 denunce e un’incidenza di 3.033,6 reati ogni 100mila abitanti. Anche nel Teramano si registra una flessione, pari al 6,4%.
Più in basso si collocano le altre due province abruzzesi. L’Aquila è al 76° posto, con 8.061 denunce, 2.834,1 reati ogni 100mila abitanti e una diminuzione del 3,8%.
Chieti è invece al 79° posto, con 10.173 denunce, un’incidenza di 2.756,4 ogni 100mila abitanti e un calo del 7,1%.      A livello nazionale, la graduatoria vede Milano al primo posto, seguita da Firenze e Roma.
I numeri, naturalmente, raccontano soltanto una parte del fenomeno. L’indice misura i reati denunciati, non quelli effettivamente commessi, e non rappresenta automaticamente il livello di sicurezza percepito dai cittadini.
Resta un dato significativo: l’Abruzzo registra una diminuzione delle denunce in tutte le sue province, ma il confronto territoriale evidenzia differenze importanti. Per Teramo, in particolare, il 65° posto e il calo del 6,4% costituiscono due elementi da leggere insieme, senza dimenticare che la sicurezza si misura anche attraverso la prevenzione, il controllo del territorio e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

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