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Teramo dopo la "Bomba d'Acqua"...Tombini tappati e tanta delusione

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Ognuno ha la sua scusa.
Quando arriva un terremoto e crollano case o scuole; quando ci sono tanti morti lo Stato parla di evento sismico eccezionale e i processi si perdono nella valle dei templi o diventano pallidi e anemici; quando le frane distruggono case e palazzi, la responsabilità è della natura e non di chi ha costruito a ridosso nella lingua di scarico; quando i fiumi escono dal loro naturale letto e si riprendono la storia del loro corso, le abitazioni spazzate via sono state sfortunate.
TEramo capoluogo è nella sua conformazione una Città che dovrebbe gestire solo la prevenzione.
Ripulire i tombini per esempio ed effettuare le giuste potature.
Effettuare le giuste potature e soprattutto adeguare i numeri e le dimensioni dei tombini per evitare che le foglie o gli aghi dei pini siano di continuo materiale di ostruzione.
L'istruzione della prevenzione parte proprio dall'A B C , bomba d'acqua a parte. 

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Siamo nell'anno 2022 e ognuno di noi prima di uscire di casa controlla le previsioni meteo, tutti eravamo a conoscenza dell'allerta Meteo e della bomba d'acqua che in breve tempo ha ridotto Teramo in un lago con tutti i problemi che hanno causato ad ognuno. La maggior parte delle strade di Teramo sono in pendenza vedi Viale Bovio, Via San Marino, zona Colle-
parco, Via Cadorna eccetera..... tutta la "babbarozza" che intasava i tombini
era lì da tempo trasformando la Città in un fiume e come sempre ci si accorge di tutto sempre dopo perché la superficialita' e l'apatia, quelle, sono maledettamente puntuali da noi.

Ore 12.00 di domenica 12 giugno, sto passeggiando ai giardinetti dei "tigli".
Non c'è un tombino aperto, tutti intasati.
Vergogna assessore alle manutenzioni.