Giammarco Marcone è un avvocato di Atri e persona molto impegnata politicamente.
Attualmente riveste il ruolo di consigliere di opposizione ma in passato è stato anche assessore comunale alle politiche sociali. ( dal 04/2008 al 01/2018).
Ricordiamo a noi stessi che l'art.86 D.Lgs 267/2000 (Testo Unico Enti Locali) prevede, tra le altre cose, che agli amministratori lavoratori autonomi che rivestono la carica di assessore nei comuni con popolazione superiore a diecimila abitanti, l'Ente comunale provvede al versamento degli oneri previdenziali minimi. Così è avvenuto da parte del Comune di Atri per i propri assessori lavoratori autonomi-
Nel 2014, in piena spending review, talune sezioni regionali della Corte dei Conti, emisero PARERI attenzione Pareri, circa l'interpretazione del suddetto art. 86 D.Lgs 267/2000 prevedendo che, qualora il lavoratore autonomo avesse voluto beneficiare del diritto al pagamento dei minimi contributivi da parte dell'ente presso cui rivestiva un ruolo istituzionale, avrebbe dovuto sospendere del tutto la propria attività professionale in costanza di mandato;
- Sulla base di quei PARERI, Marcone scrisse una nota alla Segretaria Comunale "pur nella consapevolezza che le sezioni regionali della Corte dei Conti hanno espresso meri PARERI INTERPRETATIVI ....al fine di evitare strumentalizzazioni politiche...comunico di voler provvedere al rimborso totale delle somme versate dal Comune di Atri alla Cassa Forense a far data dal 01.01.2014" e così feci ponendo fine agli attacchi;
- La questione sembrava essersi conclusa lì. Nel Giugno 2018 Marcone si candidò come Sindaco, perse le elezioni e venne eletto nelle file dalla minoranza. Dopo poco tempo dall'insediamento del nuovo consiglio comunale, in data 31.10.2018, la Segretaria Comunale invio una pec a Marcone intimando il pagamento delle somme versate dal Comune alla Cassa Forense per suo conto a partire dal 2008;
- In data 22.11.2018, il legale di Marcone l' Avv. Mattia Persiani rispose rilevando che non era dato sapere se l'interpretazione fornita attraverso i propri pareri da talune sezioni regionali della Corte dei Conti fosse all'epoca corretta o meno, e che, semmai, l'eventuale indebito (ammesso che fosse tale) andava richiesto alla Cassa Forense e non già all'Avv. Marcone che, anzi, chiedeva la restituzione delle somme indebitamente rimborsate nel 2015;
- Anche questa volta la questione sembrava essersi conclusa lì. A Maggio 2023 Giammarco Marcone è candidato nella lista capitanata da Prosperi e risulta essere il primo degli eletti della lista con quasi seicento preferenze maturando una sconfitta per 11 voti.
- In data 27.07.2023, poco dopo l'insediamento del nuovo consiglio comunale, Marcone riceve per conoscenza una pec a firma del Sindaco Ferretti inviata alla Segretaria Comunaleavente ad oggetto: "SITUAZIONE DEBITORIA CONSIGLIERE COMUNALE MARCONE - RICHIESTA DELIBERAZIONE CONFERIMENTO MANDATO LEGALE PER RECUPERO CREDITO" in cui, però, non viene fatta menzione del carteggio intercorso con l'Avv. Persiani nel 2018;
In data 03.08.2023, l'Avv. Persiani risponde tramite pec al Sindaco ed alla Segretaria Comunale e, pur manifestando stupore nei confronti del Sindaco per essere tornato ad insistere nelle richieste dopo ben cinque anni, ribadisce le eccezioni già formulate nella propria nota del 22.11.2018 e rileva che, nel frattempo, l'interpretazione fornita da talune sezioni regionali della Corte dei Conti era ormai da considerarsi superata sulla base di numerosi pronunciamenti delle corti di merito di cui l'ultimo proprio nel 2021 (Trib. Bologna - Trib. L'Aquila n. 495 2 496 del 2015 confermate dalla Corte d'Appello di L'Aquila n. 764 del 2017);
- Ed invece, in data 21.09.2023, la Giunta Comunale delibera (anche con il voto di una collega dello stesso Foro di Marcone ) di demandare all'Ufficio di Segreteria il conferimento di un incarico legale per il recupero delle somme, senza che nel corpo della proposta di delibera venisse dato atto del carteggio intercorso tra l'ente e L'Avv. Persiani, ma richiamando solo gli ormai superati pareri della magistratura contabile e non già le sentenze richiamate nella propria nota del 03.08.2023;
C'è da ricordare alla Segretaria Comunale di Atri, la Corte di Cassazione con Ordinanza n. 24615 del 12.04.23 pubblicata in data 14.08.2023, si è pronunciata in via definitiva sull'argomento stabilendo in modo inequivocabile che il lavoratore autonomo che riveste un incarico istituzionale in un Comune con più di diecimila abitanti, ha pienamente diritto al versamento dei contributi minimi previdenziali da parte dell'ente senza dover rinunciare all'attività professionale in quanto: "la sospensione dell'attività professionale avrebbe riflessi fortemente negativi per il futuro rendendo oltremodo difficoltosa la ripresa";
Il legale di Marcone, in data 29.09.2023, invia nuovamente una pec al Sindaco ed alla Segretaria Comunale con cui torna a ribadire quanto sempre sostenuto nelle sue precedenti note aggiungendo che, sebbene le sue contestazioni non erano state prese in considerazione fino a quel momento, occorreva tuttavia prendere atto della richiamata ordinanza della Suprema Corte (che fugava definitivamente ogni dubbio ammesso che prima ce ne fossero), con la conseguenza che qualunque azione non avrebbe avuto successo.
L'avv. Persiani, poi, aggiungeva che in caso di prosecuzione dell'azione sarebbero risultati fondati i due seguenti sospetti: 1) Il primo era che l'iniziativa presa dalla Giunta non avrebbe avuto affatto la funzione di tutelare il patrimonio dell'ente ma avrebbe costituito un inammissibile tentativo di delegittimare il componente di una minoranza politica che dava fastidio. 2) Il secondo, invece, era che la proposizione di un'azione giudiziaria in aperto contrasto con l'autorevole ordinanza della Suprema Corte ben avrebbe potuto determinare l'esistenza di un danno erariale.
L'Avv. Persiani, infine, allegava alla propria nota copia dell'ordinanza della Cassazione n. 24615/2023;
- In data 29.09.2023, La Segretaria Comunale emetteva una determina con cui conferiva ufficialmente l'incarico legale per il recupero delle somme, senza, anche questa volta, dare minimamente atto nel corpo del proprio provvedimento del carteggio intercorso con l'Avv. Persiani e dell'invio da parte di quest'ultimo di copia dell'ordinanza della Cassazione, ma richiamando soltanto la delibera di giunta.
La conclusione?
Abbiamo chiesto all'avvocato Giammarco Marcone una sintesi.
"Visto che nel merito la questione è definitivamente chiusa posto che il libero professionista che riveste un incarico da assessore ha diritto al pagamento dei contributi minimi da parte dell'ente senza dover sospendere la propria attività, tenuto conto, pertanto, che il sottoscritto non solo non ha alcun debito nei confronti del Comune di Atri (non ne ha neanche Cassa Forense) ma vanta un credito nei confronti dell'ente, mi viene il sospetto che l'ostinazione con cui il Sindaco e la segretaria Comunale stanno portano avanti questa azione nei miei confronti sia funzionale non tanto al recupero delle somme (che non hanno diritto neanche di richiedere), quanto piuttosto finalizzato a creare le condizioni per eccepire la mia decadenza da consigliere comunale ai sensi dell'art. 63 n. 4 D.Lgs 267/2000 (causa di incompatibilità del consigliere comunale per avere una lite pendente con il Comune)".
Noi de I Due Punti seguiremo la vicenda passo dopo passo. Siamo convinti che la Segretaria Comunale stia svolgendo in maniera perfetta il suo ruolo di garante della legalità amministrativa.
La Cassazione, in fondo, scrive sempre la parola fine...è Cassazione, giusto, Segretaria?
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