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Contrada Secciola, tornano i rifiuti edili: tra il materiale abbandonato ci sarebbe anche eternit

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Ci risiamo. Sulla strada bianca che conduce a contrada Secciola, nel territorio comunale di Teramo, sono stati nuovamente abbandonati rifiuti provenienti presumibilmente da lavori edili.
Tra il materiale scaricato sul terreno sembrerebbero esserci anche manufatti che potrebbero contenere eternit. Una circostanza che, naturalmente, dovrà essere verificata da personale qualificato, ma che rende ancora più urgente un sopralluogo.
La nostra denuncia giornalistica dovrebbe dunque essere sufficiente a consigliare all’Ufficio Ambiente del Comune di Teramo un intervento immediato per verificare la natura dei rifiuti, mettere eventualmente in sicurezza l’area e individuare le procedure necessarie per la rimozione.
Non si tratta soltanto di una questione di decoro. Dopo l’inasprimento della normativa introdotto dal decreto legge 116 del 2025, convertito con modificazioni, l’abbandono dei rifiuti può comportare conseguenze decisamente più pesanti rispetto al passato.
Per l’abbandono o il deposito incontrollato di rifiuti non pericolosi, l’articolo 255 del Testo Unico Ambientale prevede per il privato un’ammenda che può arrivare fino a 18 mila euro. Se per commettere il fatto viene utilizzato un veicolo a motore, può scattare anche la sospensione della patente da quattro a sei mesi.
Per titolari di imprese e responsabili di enti il quadro diventa ancora più severo: sono previsti l’arresto da sei mesi a due anni oppure un’ammenda da 3 mila a 27 mila euro, salvo che il fatto costituisca un reato più grave.
Se, invece, i materiali abbandonati dovessero essere classificati come rifiuti pericolosi, le conseguenze penali cambierebbero radicalmente. L’articolo 255-ter prevede per l’abbandono di rifiuti pericolosi la reclusione da uno a cinque anni; per titolari di imprese e responsabili di enti la pena può arrivare fino a cinque anni e sei mesi e, nelle ipotesi aggravate previste dalla legge, fino a sei anni e sei mesi.
Numeri e pene che dovrebbero avere un effetto deterrente. Ma per arrivare ai responsabili servono controlli, verifiche e, dove possibile, l’utilizzo delle immagini delle telecamere presenti lungo le vie di accesso.
A contrada Secciola, intanto, resta una domanda molto semplice: chi ha scaricato quei rifiuti e, soprattutto, che cosa contengono realmente quelle lastre?
Ora la parola passa al Comune di Teramo. Prima ancora della bonifica serve un sopralluogo. E, qualora fosse confermata la presenza di materiale contenente amianto, non sarebbe più soltanto l’ennesima storia di inciviltà.

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