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Asp1, scontro tra sindacati sugli stipendi arretrati. Matteucci (UGL): «Noi portiamo risultati, non facciamo propaganda»

di Giancarlo Falconi
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Si accende il confronto sindacale sulla vertenza Asp1 e sugli stipendi arretrati dei circa 250 lavoratori delle tre case di riposo. FP CGIL, FISASCAT CISL e UIL FP contestano quelli che definiscono «trionfalismi», ricordando che restano da corrispondere le mensilità di agosto e settembre e la quattordicesima. Le tre sigle chiedono garanzie sui pagamenti, l'accelerazione del subentro della cooperativa Kursana e interventi sulle carenze di personale, segnalando anche possibili disservizi agli ospiti.
Immediata la replica di Stefano Matteucci, segretario regionale UGL Salute Abruzzo, che rivendica il ruolo determinante della propria organizzazione nello sblocco del restante 50% dello stipendio di luglio, previsto entro martedì.

«Fare sindacato significa lavorare e mediare per portare risultati, non essere distruttivi. Qual è stato, fino a oggi, il comportamento costruttivo delle altre sigle?», attacca Matteucci, sottolineando che «le retoriche politiche e la propaganda non hanno prodotto nulla per i lavoratori».
Il segretario UGL attribuisce eventuali ritardi anche al presunto mancato adempimento di alcune richieste del commissario Canzio e rivendica la paternità della mediazione che avrebbe consentito di sbloccare i pagamenti.
 

Matteucci ricorda inoltre l'esposto presentato dalla UGL agli organi competenti, seguito da un'ispezione e dall'acquisizione di documentazione e testimonianze dei lavoratori presso gli organismi ispettivi, in relazione alle carenze di personale e alle condizioni lavorative.
 

«Sappiamo bene che la vertenza non è chiusa e che ai lavoratori spettano ancora mensilità arretrate», conclude Matteucci. «Si continuerà a lavorare, con la mediazione e nelle sedi competenti, finché ogni lavoratrice e ogni lavoratore non avrà ricevuto quanto gli è dovuto».

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