SILVI MARINA – Una base operativa sulla costa teramana, trasferte notturne nelle Marche e il rientro in Abruzzo dopo aver preso di mira le abitazioni. Sarebbe stato questo il sistema utilizzato da tre uomini di origine albanese, rispettivamente di 48, 38 e 36 anni, finiti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico al termine di un'indagine condotta dai Carabinieri della Compagnia di Osimo.
Sono 19 gli episodi contestati, tra furti portati a termine e tentativi falliti, concentrati nel periodo compreso tra gennaio e aprile. Nel mirino sarebbero finite abitazioni situate nei territori di Osimo, Sant’Elpidio a Mare, Recanati e Montecosaro, nelle province di Ancona, Fermo e Macerata.
L'ordinanza cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Ancona su richiesta della Procura, è stata eseguita tra Roma e Francavilla al Mare, grazie alla collaborazione dei militari delle Compagnie di Roma San Pietro e Chieti.
Le investigazioni avrebbero permesso di ricostruire un'organizzazione dei colpi basata su ruoli precisi. Il gruppo si sarebbe spostato utilizzando sempre la stessa automobile, partendo da Silvi Marina e raggiungendo di notte le località individuate.
Una volta arrivati davanti alle abitazioni, due componenti avrebbero agito materialmente, praticando piccoli fori nelle finestre oppure forzando gli infissi per introdursi negli immobili mentre i proprietari dormivano. Il terzo uomo, invece, avrebbe svolto il ruolo di autista, occupandosi degli spostamenti e del recupero dei complici al termine delle incursioni.
La svolta nelle indagini è arrivata nella notte del 14 aprile, quando un controllo nei pressi del casello autostradale A14 di Loreto ha consentito ai Carabinieri di individuare, all'interno dell'automobile, una fede nuziale, un fermabanconote in oro e 2.090 euro in contanti. Gli accertamenti successivi avrebbero ricondotto gli oggetti e il denaro a un furto con effrazione commesso a Osimo.
Da quell'episodio sono partiti ulteriori approfondimenti investigativi, attraverso i quali i militari avrebbero ricostruito complessivamente 16 furti consumati e tre tentativi.
Il bilancio economico delle incursioni sarebbe particolarmente pesante: circa 5mila euro in contanti sottratti e gioielli in oro e argento per un valore stimato di 50mila euro, ai quali si aggiungono i danni materiali causati alle abitazioni durante le effrazioni.
Due dei tre indagati erano già conosciuti dalle forze dell'ordine, uno dei quali anche per precedenti specifici legati alla stessa tipologia di reati.
Gli elementi raccolti dai Carabinieri sono stati valutati dal giudice sufficienti per disporre la misura cautelare degli arresti domiciliari, accompagnata dall'applicazione del dispositivo elettronico di controllo per tutti e tre.
L'inchiesta mette così in evidenza un presunto sistema di furti che, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe collegato stabilmente la costa abruzzese a diversi centri marchigiani, trasformando Silvi Marina nel punto di partenza e di rientro delle incursioni notturne.
Resta ferma la presunzione di innocenza degli indagati fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna.
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