Si è tenuto questo pomeriggio il consiglio comunale straordinario a Silvi, alla presenza dei vertici regionali e della Protezione Civile, per fare luce sulla drammatica situazione del territorio dopo gli eventi franosi che hanno devastato la zona collinare. Durante la seduta è arrivata la notizia che il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo stato di emergenza nazionale per l'Abruzzo e ha garantito quindi lo stanziamento di 15 milioni di euro per le zone distrutte dal dissesto. Era questa la comunicazione tanto attesa dopo che la giunta regionale aveva deliberato la richiesta dello stato di emergenza nazionale e aveva riconosciuto quello regionale. Allo stesso tempo, al centro del consiglio, un piano d'urgenza per ridare normalità a chi vive da settimane questo incubo.
Grazie a questi fondi si potranno attivare infatti procedure di somma urgenza per interventi rapidi di messa in sicurezza, come spiegato dall'assessore regionale alla Difesa del Suolo, Umberto D'Annuntiis, e dal direttore generale Vincenzo Rivera. «Registriamo un approccio più tempestivo rispetto al passato», ha dichiarato D'Annuntiis, ringraziando l'agenzia regionale di Protezione Civile guidata da Maurizio Scelli per il presidio costante, iniziato già durante il sabato di Pasqua.
Il consiglio straordinario ha fatto anche il punto sulla situazione: 38 sono le persone sfollate per un totale di 21 famiglie; l'emergenza coinvolge 7 fabbricati, interessati da ordinanze di sgombero, 3 edifici crollati e uno situato nella zona rossa. Poi ci sono gli edifici nella parte alta che sono stati evacuati in via precauzionale, così da poter controllare i movimenti del terreno. Resta invece attualmente senza danni, seppur sotto osservazione, la strada provinciale 29.
Intanto, dopo la chiusura del 28 marzo, da domattina gli alunni della scuola elementare di Silvi Paese, che si trova nella zona sopra alla frana, torneranno regolarmente in aula presso il plesso della scuola 'Leonardo Da Vinci'. 140mila euro invece stanziati dalla Regione per la progettazione di una viabilità alternativa alla SP 29.
Ancora dubbi però sull'origine della frana che ha distrutto parte del paese. Studi tecnici e sopralluoghi operativi, condotti con il supporto della Protezione Civile Nazionale, sono tuttora in corso per comprendere la dinamica sotterranea e prevenire nuovi smottamenti.
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