Emergenza Abruzzo, D’Alfonso accusa: “Richiesta tardiva e incompleta dalla Regione”
La gestione delle calamità naturali in Abruzzo finisce al centro delle critiche dell’onorevole D’Alfonso, che punta il dito contro la Regione per una richiesta di stato di emergenza nazionale definita “tardiva” e segnata da un “errore involontario”. Secondo il parlamentare, l’atto prodotto dall’amministrazione regionale risulterebbe “monco e parziale”, frutto di una carenza di attenzione nella predisposizione della documentazione.
D’Alfonso sottolinea come i fenomeni calamitosi che hanno colpito il territorio abruzzese non siano recenti e non si limitino ai casi più noti di Silvi, Castiglione Messer Marino, Fraine, Chieti o Pescara. I primi eventi rilevanti risalgono infatti al 3 agosto 2025, quando una violenta ondata di maltempo ha provocato gravi danni nell’area di Fossacesia e in altre zone del chietino. Le conseguenze hanno interessato infrastrutture pubbliche, viabilità, illuminazione, patrimonio arboreo e attività economiche, tra cui agricoltura, vigneti, oliveti e stabilimenti balneari, aggravando situazioni di dissesto idrogeologico.
Già il 5 agosto 2025 i Comuni coinvolti avevano raccolto e trasmesso alla Regione la documentazione necessaria per avviare la richiesta di riconoscimento dello stato di crisi per calamità naturale, ottenendo rassicurazioni dal governatore. Successivamente, il 9 settembre 2025, lo stesso D’Alfonso aveva presentato un’interrogazione parlamentare per fare chiarezza sulla vicenda.
La risposta è arrivata l’8 aprile 2026 dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci. Nella comunicazione si evidenzia che, per quanto riguarda il caso di Fossacesia, “non risulta pervenuta da parte della Regione Abruzzo alcuna richiesta di deliberazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale”, né vi sarebbero elementi informativi disponibili al Ministero.
Secondo D’Alfonso, ciò dimostrerebbe che la Regione non ha mai formalmente richiesto lo stato di emergenza per gli eventi dell’agosto scorso, né ha trasmesso al Ministero la documentazione ricevuta dai Comuni colpiti. Una situazione che, a suo avviso, rischia di avere conseguenze dirette sui territori interessati, che potrebbero non ottenere aiuti e risarcimenti per la ricostruzione e il ripristino delle aree danneggiate.
Nella nota ministeriale, tuttavia, viene indicata una possibile apertura: qualora la Regione Abruzzo dovesse presentare la richiesta, il Dipartimento della Protezione civile avvierebbe “tempestivamente” l’istruttoria tecnica per verificare i presupposti necessari all’eventuale dichiarazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale da parte del Consiglio dei ministri.
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