"Mio marito mi ha tirato un pugno".
Il messaggio è arrivato alla mail di redazione una settimana fa. Duro, breve, forte, rumoroso. Un tonfo al cuore. Un groppo alla gola. Solo un numero di telefono che ci affrettiamo a comporre. Dall'altra parte del telefono una voce flebile con rimorso. " Guardi ho scritto quel messaggio in un momento di rabbia. Avevo litigato con Gianluca, ( nome di fantasia) mio compagno da una vita ma non mi ha dato un pugno era uno schiaffo ma leggero. Grazie per aver telefonato ma non ho bisogno di nulla. abbiamo fatto pace".
Ovviamente segnalo il numero e una cara amica si è occupata con la delicatezza che solo chi ha vissuto; con l'empatia che solo chi conosce; con il cuore di una donna per una donna, può cercare di trovare la chiave di accesso. L'altro ieri, Monica ( nome di fantasia) è entrata in un programma di una casa rifugio ( l'accesso alla Casa Rifugio può avvenire tramite segnalazione diretta, se proveniente dalla donna vittima di violenza o indiretta, se trasmessa da servizi quali Cav, Pronto soccorso, 1522, servizi sociali e Forze dell'Ordine) e forse troverà il coraggio di iniziare una nuova vita. Una vera vita con un infinito rispetto e amore verso se stessa.
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