MAGLIANO – Quando una strada non scoraggia più soltanto automobilisti e residenti, ma arriva a mettere in difficoltà perfino le imprese dotate di mezzi da lavoro, il problema smette di essere una semplice questione di buche e manutenzione. Diventa isolamento.
È quanto denunciano i cittadini di Magliano e Santo Stefano per le condizioni della SP48, indicata anche come SP48C, arteria provinciale che da tempo presenta un manto stradale fortemente deteriorato e che ora è finita al centro di una vicenda amministrativa approdata fino al Ministero delle Infrastrutture.
A rendere ancora più pesante il quadro è la testimonianza di un residente, che avrebbe tentato di affidare alcuni lavori edili a imprese private. Due ditte, secondo la documentazione raccolta, avrebbero però rinunciato all’incarico spiegando per iscritto l’impossibilità di raggiungere il sito in condizioni di sicurezza con i propri mezzi da lavoro proprio a causa dello stato della strada.
Un episodio che restituisce plasticamente la gravità della situazione: la viabilità compromessa non inciderebbe più soltanto sugli spostamenti quotidiani, ma anche sulle normali attività economiche e sugli interventi privati.
Sul tratto, tuttavia, la Provincia di Teramo avrebbe riferito in passato dell’esecuzione di alcuni interventi. Una ricostruzione che ha sollevato dubbi tra i residenti, i quali sostengono di non aver avuto evidenza di cantieri significativi sulla SP48C.
Per questo, il 23 luglio scorso, è stata presentata un’istanza di accesso agli atti con l’obiettivo di conoscere natura, importi, affidamenti e documentazione relativa agli interventi dichiarati.
Alla richiesta, secondo quanto denunciato, non sarebbe arrivata risposta nei termini previsti.
Da qui il coinvolgimento del Difensore Civico regionale, l’avvocato Umberto Di Primio, che ha aperto formalmente un procedimento, fascicolo 04.25.25/16, protocollo numero 2461 del primo settembre 2026, chiedendo alla Provincia di Teramo di fornire chiarimenti entro trenta giorni sul mancato rilascio della documentazione richiesta.
Una vicenda che, dunque, dalla protesta per le buche si è trasformata in una questione di trasparenza amministrativa.
Ma c’è un altro capitolo ancora aperto: quello delle risorse.
La stessa Provincia avrebbe riconosciuto la necessità di un intervento strutturale sulla strada e richiesto alla Regione Abruzzo un finanziamento straordinario pari a un milione e mezzo di euro. Risorse che, ad oggi, secondo quanto riferito dai residenti, non si sarebbero ancora tradotte nell’apertura di un cantiere.
Per tentare di sbloccare la situazione, nelle ultime ore è stata inviata una lettera-esposto al Ministero delle Infrastrutture e alla Presidenza della Regione Abruzzo, corredata anche dalla petizione sottoscritta nel 2025 dagli abitanti della zona.
La richiesta è precisa: conoscere tempi, responsabilità e soprattutto ottenere un cronoprogramma certo degli interventi per il biennio 2026-2027.
Perché a Magliano il tema non è più stabilire se la SP48C abbia bisogno di manutenzione. Su questo, ormai, sembrano esserci pochi dubbi.
La vera domanda è un’altra: quanto dovranno ancora attendere i residenti prima che una strada provinciale torni ad essere realmente percorribile, senza che per ottenere attenzione sia necessario arrivare fino al tavolo del Ministero?
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