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GDF L'AQUILA: SEQUESTRO DI MACCHINARI, TERRENI E UN DEPOSITO DI RIFIUTI AD AZIENDA DI MATERIE PLASTICHE...

di Giancarlo Falconi
2 minuti

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La Guardia di Finanza di Avezzano, al termine di indagini delegate dalla locale Procura della Repubblica, ha
dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare reale e personale nei confronti di un
imprenditore di Tagliacozzo - attivo nel settore della produzione di materie plastiche - che, con operazioni dolose
svolte nello stesso sito produttivo (in continuità con altre società precedentemente fallite), omettendo di onorare
debiti tributari e quelli contratti con i fornitori di materie prime, generava un imponente passivo che causava lo
stato d’insolvenza delle società e il successivo fallimento.
L’imprenditore si è reso responsabile del reato di bancarotta fraudolenta, perché nella sua qualità di
amministratore legale di due società, ne provocava il fallimento per oltre 5 milioni di euro e l’aggravante di aver
commesso più fatti di bancarotta e aver cagionato danni patrimoniali di rilevante gravità.
A conclusione delle indagini, con ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Avezzano - Dott.ssa Maria Proia, è stata
data esecuzione al sequestro di un’area aziendale di oltre 8.000 mq, un opificio, un fabbricato industriale nonché
vari macchinari e attrezzature. È stata inoltre disposta la nomina di un amministratore giudiziario per consentire
la prosecuzione dell’attività imprenditoriale del sito industriale sottoposto a sequestro.
Nel corso dell’esecuzione dei provvedimenti ablativi, le Fiamme Gialle hanno scoperto e sequestrato un’area di
circa 1.600 mq ove erano stati depositati rifiuti pericolosi e speciali costituiti, principalmente, da scarti di
lavorazione delle materie plastiche.
L’attività svolta evidenzia il costante impegno della Guardia di Finanza nel contrastare la criminalità economica
e finanziaria e tutti quei fenomeni illeciti che costituiscono ostacolo alla crescita ed alla realizzazione di un
mercato concorrenziale, con particolare attenzione ai reati fallimentari che, di fatto, arricchiscono chi li pone in
essere a danno di creditori e dipendenti, con evidenti riflessi negativi sull’economia marsicana.

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