Un nuovo, grave momento di sofferenza per il carcere di Castrogno, a Teramo, dove nel pomeriggio di ieri la situazione è tornata a farsi particolarmente critica. All'arrivo di nuovi detenuti, infatti, non sarebbero state disponibili brande sufficienti per garantire a tutti un posto letto.
Una situazione che si ripete a distanza di pochi giorni dalla denuncia sulle difficoltà degli operatori penitenziari, già costretti a cercare presso altri istituti brande, materassi e lenzuola per fronteggiare il continuo sovraffollamento.
Il materiale mancante dovrebbe essere recuperato questa mattina, ma l'episodio rappresenta l'ennesimo segnale di una struttura che continua a operare in condizioni di forte sofferenza.
Secondo i dati ufficiali del Ministero della Giustizia, aggiornati al 31 ottobre 2026, a Castrogno risultano presenti 475 detenuti a fronte di 255 posti regolamentari. Un'eccedenza di 220 persone, con un tasso di affollamento del 186,3%.
Numeri che spiegano le difficoltà quotidiane del personale penitenziario, chiamato a garantire sicurezza, assistenza e condizioni dignitose in un istituto che ospita quasi il doppio dei detenuti previsti.
Non si tratta più soltanto di sovraffollamento, ma di una difficoltà organizzativa che emerge persino nella gestione delle necessità più elementari.
La domanda è inevitabile: come si può considerare accettabile che un carcere vada ripetutamente in crisi fino a non avere neppure una branda per ogni nuovo arrivato? Recuperare qualche letto può risolvere l'emergenza del momento, ma non quella di un istituto nel quale ogni ulteriore ingresso rischia di mettere nuovamente in imbarazzo un equilibrio già compromesso.
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