«Il nostro non era un esposto contro qualcuno, ma un'iniziativa nell'interesse della comunità». Commenta così Lino Befacchia la notizia dell’inchiesta sulla sicurezza degli edifici scolastici dopo il terremoto del 2016, che vede ora al centro delle indagini il liceo scientifico Curie di Giulianova, che secondo la Procura avrebbe dovuto essere chiuso già nel 2017 a causa di criticità di natura sismica e statica. Sono otto gli indagati: l’attuale presidente della Provincia, Camillo D’Angelo, e i suoi predecessori Diego Di Bonaventura e Renzo Di Sabatino, insieme a cinque dirigenti ed ex dirigenti dell’ente. Agli indagati viene contestato il reato di omissione di atti d’ufficio. Ai dirigenti è contestata anche l’omissione di lavori in edifici che minacciano rovina.
Befacchia torna così sulla vicenda del Convitto Delfico di Teramo, da cui, in seguito all’esposto presentato insieme al prof Elso Simone Serpentini, è partito poi il filone della maxi inchiesta sulla sicurezza degli edifici scolastici della Provincia. L’ex preside sottolinea come l'obiettivo sia sempre stato quello di ottenere chiarezza sulla sicurezza degli immobili pubblici e sulle eventuali responsabilità.
«Le linee di responsabilità, quando saranno accertate, dovranno segnare la differenza tra politica e dirigenza», osserva Befacchia, sollevando poi un interrogativo che allarga il confronto ben oltre il Delfico: «È stato colpito il Delfico, ma ci piacerebbe sapere in quali condizioni di sicurezza si sia operato all'interno della Prefettura, del Tribunale e della Questura».
Ancora più severo il commento di Enzo Simone Serpentini, che considera insufficienti gli sviluppi finora emersi.
«È ancora poco. La legge si muove in maniera pachidermica. Ci aspettiamo tante altre notizie e soprattutto la soluzione del giallo al Delfico. Perché il Delfico?».
Befacchia e Serpentini convergono sulla richiesta di risposte precise. Da una parte la necessità di distinguere le eventuali responsabilità politiche da quelle amministrative e dirigenziali, dall'altra il bisogno di comprendere le ragioni delle decisioni che hanno riguardato lo storico edificio scolastico.
Resta soprattutto una questione di trasparenza: conoscere le condizioni di sicurezza degli immobili pubblici, i controlli effettuati e i criteri adottati nelle valutazioni.
Il caso Delfico, secondo gli interrogativi sollevati da Befacchia e Serpentini, non dovrebbe esaurirsi nella vicenda di un solo edificio come il Curie di Giulianova ma rappresentare l'occasione per fare chiarezza su un tema che riguarda l'intera comunità teramana.
Intanto, per quanto riguarda il Curie, l’avviso di conclusione delle indagini è già stato notificato alle parti. Prosegue così l’attività di verifica del comitato tecnico amministrativo del Provveditorato alle Opere pubbliche, nell’ambito di un’inchiesta che potrebbe estendersi anche ad altri edifici scolastici del territorio provinciale.
Commenta