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La asl di Teramo ammette la sconfitta per malattie infettive e la D'Alonzo rimane al comando...

di Giancarlo Falconi
3 minuti

Non è una nostra vittoria che la d.ssa D'Alonzo sia rimasta ai vertici di Malattie Infettive; non è una nostra vittoria nostra la sconfitta ammessa dal direttore Generale Di Giosia e soprattutto del direttore sanitario, Maurizio Brucchi; Teramo merita un'altra politica sanitaria e a nostro avviso Maurizio Brucchi dovrebbe sorridere di meno e pensare a una lauta pensione. La politica teramana sta dimostrando di contare meno del nulla e il silenzio di Paolo Gatti, Presidente della commissione sanità è la parte più deludente e mortificante. 

Il resto è un comunicato stampa che ricorda le sceneggiate napoletane. 

A voi la lettura.

La dottoressa Antonella D’Alonzo resta a dirigere la Uosd Malattie infettive dell’ospedale di Teramo. E’ quanto emerso al termine di una riunione con la direzione strategica in cui è stato deciso insieme di continuare il percorso comune avviato ormai da quasi 11 anni.

L’unità operativa in questione è centrale nella visione e nelle strategie aziendali.

“Si tratta di un’unità operativa che si è sempre distinta nel panorama abruzzese. Ricordiamo che ha diagnosticato il paziente zero della regione Abruzzo, spiccando   anche per i bassi indici di mortalità durante tutto il periodo Covid, nonostante l’elevatissimo numero dei pazienti assistiti”, dichiara il direttore generale, Maurizio Di Giosia, “per questo abbiamo proposto il passaggio da Uosd (Unità semplice a valenza dipartimentale) a Uoc (Unità operativa complessa). In entrambi i casi, comunque, si tratta di unità operative che hanno autonomia gestionale. Per questo smentiamo con forza gli annunci strumentali circolati nelle ultime ore su presunti declassamenti o chiusure. Le Malattie infettive erano Uosd e rimangono Uosd, non corrono alcun pericolo di ridimensionamento o chiusura”.

La dottoressa D’Alonzo rassicura che “il reparto c’è e ci sarà in futuro. Daremo sempre il nostro meglio per assicurare un’assistenza di qualità al nostro territorio. Ringraziamo della stima e della fiducia tutta la popolazione”.

 Il direttore generale comunque non considera chiusa la partita: “Non demorderemo, solleciteremo la Regione a una revisione delle linee guida su cui si basano gli atti aziendali tenendo conto che il Dm 70 è risalente al 2015, cioè a una situazione precedente alla pandemia. Il panorama ora è cambiato: il ripetersi ciclico di epidemie ed allerte a livello mondiale oltre che la necessità dicontrastare tutte le malattie infettive, in precedenza debellate nel nostro Paese ed attualmente in recrudescenza, rende naturale  la qualificazione in Uoc al pari delle altre tre regionali. A questo vanno sommate le infezioni da resistenza agli antimicrobici che  rappresentano la nuova e pericolosissima sfida da fronteggiare e che potenzialmente sono la nuova minaccia pandemica mondiale”, aggiunge Di Giosia.

L’unità operativa dispone di 17 posti letto (di cui 2 di day hospital) ed opera – con Cup di II livello – per l’erogazione di tutte le prestazioni a pazienti Hiv, Hcv trattabili a livello ambulatoriale.

E’ centro di riferimento aziendale per i percorsi diagnostico terapeutici in collaborazione con Serd, Medicina Penitenziaria e centri di accoglienza migranti oltre che per le infezioni Mdr (Multi-Drug-Resistant) E’ il primo centro della regione, nell’ambito del registro nazionale, per la terapia Prep (profilassi pre-esposizione per l’Hiv in soggetti a rischio come da nota Aifa). Negli anni 2023 e 2024 sono stati avviati oltre 100 trattamenti eradicanti per l’epatite C nei Serd aziendali in ottemperanza al Piano nazionale di eradicazione.

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