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Teramo Ambiente pulisce all’alba, viale Bovio viene sporcata mezz’ora dopo: ma chi deve controllare?

di Giancarlo Falconi
2 minuti

La scena dura meno di un’ora ed è sufficiente per raccontare uno dei paradossi quotidiani della città.

Alle sei del mattino viale Bovio viene spazzata e ripulita dagli operatori della Teramo Ambiente. Marciapiedi sistemati, rifiuti raccolti, strada restituita al decoro.

Mezz’ora dopo, secondo quanto ci viene segnalato, un cittadino teramano lascia una busta di rifiuti accanto a un albero.

Alle 6.45, sotto gli archi nei pressi del liceo Scientifico, alcune persone che hanno trascorso lì la notte si alzano, utilizzano la fontanella per lavarsi e lasciano nell’area altri rifiuti e oggetti.

In meno di quarantacinque minuti il lavoro appena svolto rischia di essere vanificato.

Ed è qui che nasce la domanda: quando qualcuno fotograferà nuovamente viale Bovio sporca, di chi sarà la colpa?

Della Teramo Ambiente che non pulisce abbastanza oppure di chi sporca pochi minuti dopo il passaggio degli operatori?

La responsabilità dei servizi pubblici deve essere verificata e contestata quando esiste. Ma anche la responsabilità individuale non può essere cancellata.

Chi abbandona una busta dei rifiuti vicino a un albero compie un gesto che dovrebbe avere una conseguenza precisa: una sanzione.

E nei confronti di chi vive temporaneamente negli spazi pubblici, anche in condizioni di difficoltà o in attesa di documenti, l’assistenza deve essere accompagnata da un’attività chiara di informazione sulle regole della convivenza urbana.

Dove si conferiscono i rifiuti, quali spazi possono essere utilizzati, quali comportamenti non sono consentiti.

Accoglienza non significa assenza di regole.

Il punto, allora, diventa un altro.

Chi controlla viale Bovio? Chi sanziona chi abbandona i rifiuti? Chi interviene nei luoghi dove gli stessi problemi si ripetono ogni giorno? E soprattutto: perché il sistema sembra limitarsi a pulire ciò che pochi minuti dopo viene nuovamente sporcato?

Non basta mandare gli operatori all’alba e poi ricominciare da capo il giorno successivo.

Una città pulita non dipende soltanto da chi impugna una scopa.

Dipende anche da chi deve far rispettare le regole e, soprattutto, da chi quelle regole dovrebbe avere imparato a rispettarle.

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