La lettera di una nipote.
Nessuna accusa ma solo una cronaca minuto per minuto di come suo zio sia stato trattato anzi non trattato al pronto soccorso di Pescara.
Sarà l'indagine interna e della magistratura a far emergere eventuali responsabilità.
LUciana Ferrone, il nome della nipote, Presidente regione Abruzzo CNA Fita, ci apre e strazia il cuore con parole che gridano giustizia e senso di umanità.
La MOrte di un Uomo per bene...
Sono le 5,45 quando un ambulanza lo porta al pronto soccorso , il posto dove non sarebbe mai voluto andare , lucidissimo , febbre a 39,7 , vomito continuo , si rende conto che è in una situazione grave e chiede di chiamare ambulanza , la sua mente lucida come un ventenne . Arriva e lo mettono in codice giallo . Lo raggiungo in pronto soccorso alle ore 8 del mattino , riesco ad entrare , lo trovo sudato , non sembra avere la febbre , ha sete , gli do dell’acqua , mi dice “ aiutami , nessuno mi guarda , mi sento male “ provo a chiedere a infermiere , mi dicono fra 4 persone tocca a lui , protesto debolmente , “signora è un cardiopatico , fate presto”. Lui resta in silenzio , sguardo severo di sempre , attento , mi dice di nuovo “ cerca di fare qualcosa , sento che sta arrivando la fine , tranquillizza tua zia , non farla preoccupare “.. dopo un po’ mi fanno uscire, “ non può restare signora “, protesto , è debole , gli sto accanto non do disturbo … “deve andare fuori , ci pensiamo noi “. Lui , conosce la mia indole , non si lamenta , non richiama l’attenzione di nessuno , composto come sempre , mi dice “chiama , chiama qualcuno , non farmi morire qui , non andartene “.. Devo uscire zio , non mi fanno restare , stai tranquillo , adesso ti visitano , la febbre sembra scesa , non ti abbandono , stai tranquillo .
Alle 11, 15 esco fuori , quest’uomo perbene , mi telefona la prima volta alle 11,47 , ancora con il suo grido di aiuto sommesso e pacato “ sei sicura che mi visitano io sto sempre molto male e qui non viene nessuno “ cerco di dirgli che andrà tutto bene e che presto si prenderanno cura di lui . “Si ma quando !? Quando , dimmi Luciana , ascoltami , mezz’ora ? Quanto tempo ? Provo ad aspettare , ce la faranno fra mezz’ora ? .. “ . Dopo di questa tante chiamate al mio telefono , alle 14,02 l’ultima telefonata di aiuto …. “Non mi hanno ancora visitato , sono passate tante mezz’ora e qui da me non è venuto nessuno “. Poi il silenzio , sono terminate le sue telefonate , mi reco verso il pronto soccorso e mentre ero per strada mi avvisano che è morto .
È morto con il telefono in mano tentando di fare la decima telefonata a sua nipote . È morto così , un uomo perbene , in un “pronto “ soccorso “ . Da solo . Ma aveva 90 anni , forse la vita ha meno valore ..sarebbe morto comunque.. . Era un grande imprenditore edile , aveva dato lavoro a centinaia di famiglie , costruito ponti e acquedotti , ha mangiato pane che puzzava di asfalto insieme ai suoi operai .
Nessuna accusa a nessuno .
Si fidava di me , e io non sono riuscita ad aiutarlo .
È morto , un uomo perbene , al pronto soccorso di Pescara il 2 giugno 2022 alle ore 14,45 . Solo . Senza pronto e senza soccorso .
Si chiamava D’Attanasio Bruno ed era mio zio .
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Non è possibile...
Che schifo non ti guarda nessuno e ti lasciano anche da solo poverino mi dispiace tantissimo morire così solo e non è questione di età è un essere umano non c'è più sensibilità umanità c'è solo tanto egoismo
Per lavorare in PS ci vogliono le competenze. In condizioni di urgenza/emergenza si attuano logiche di priorita'. Se ci sono state negligenze è giusto analizzarle nelle opportune sedi. Detto cio' non dimentichiamoci mai che l'ospedale è un luogo dove si può pure morire, sopratutto in età avanzata. Condoglianze alla famiglia.
Avrei voluto vedere se si fosse trattato di un loro familiare. La verità è che non c'è più empatia e che, con la scusa del covid, i nostri anziani muoiono soli e abbandonati da tutti. È ora di rivedere questi protocolli che fanno solo comodo a parecchia gente, a quanto pare. C'è il covid, ma davvero... e dov'è? Non è forse vero che solo alla Asl di Teramo si sono ammalati in 200 tra operatori sanitari e amministrativi per ammissione degli stessi vertici? Allora fatela finita con le prese in giro a cui non crede più nessuno. Anche se un giorno questo povero anziano otterrà giustizia nulla lo restituirà ai suoi cari. Vergogna infinita.
Eroi...
Secondo il mio parere da ex infermiere, c'è stato un grave errore di base quando gli hanno assegnato il codice giallo, perchè, a quell'età e con quella patologia andava asseganto minimo un codice giallo urgente non differibile, cioè quasi codice rosso e andava visitato entro la prima mezz'ora. Ma conoscendo le dinamiche di queste cose, sono sicuro che tutto andrà a tarallucci e vino e la colpa della sua morte sarà solo del paziente.....perchè magari...e scusate l'ironia fuori luogo...si è scordato di respirare vista l'età. Io avrei chiamato i carabinieri. Queste storie non dovrebbero accadere nel 2022, ma purtroppo la negligenza e il menefreghismo di alcune persone permettono che ciò accada. Condoglianze alla famiglia e un forte abbraccio alla nipote.