La papera è una brutta figura.
La papera muta è un sugo, un piatto ( purtroppo), una persona omertosa e un pò sciocca.
La paperella no.
La paperella è un miracolo nato tra i rifiuti, l'immondizia, l'incuria, l'inciviltà dello stato della Villa Comunale di Teramo.
L'ex orto botanico, ora ricettacolo di piccoli spacciatori e degrado.
La Paperella, chiamata Papi dai bambini di Teramo, è gialla con un elegante becco giallo.
Estiva come solo le paperelle della nostra infanzia, dei nostri bagni casalinghi sanno essere.
Una meraviglia che impara subito, da mamma papera, dai primi tuffi, a evitare le bottiglie di plastica, le buste di plastica, le sigarette, i mortali mozziconi di sigarette, le pietre degli idioti adolescenti, le patatine, le tartarughe che mordono, carnivori fuggite da acquari cittadini diventati troppo piccoli.
La paperella ( f.to Donna Gina) siamo un pò anche noi, che scriviamo, urliamo, leggiamo di una Città che sta morendo e nessuno fa nulla per garantirci un servizio di civiltà.
Salviamo la paperella della Villa Comunale.
Aiutiamo Papi a crescere e diamo a noi stessi, un'altra possibilità.
Al sindaco Brucchi, all'Assessore Di Stefano non chiediamo il favore di pulire uno dei pochi polmoni verdi e storici della Città...pretendiamolo.
Si chiamano diritti e per loro un dovere.
Papi nuota e gioca.
C'è ancora una speranza.
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