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La cura Francia per l'Italia

di Christian Francia
4 minuti

Mi permetto di segnalare una curetta per la febbre da cavallo che sta uccidendo il nostro Paese.
Qualunque cosa se ne pensi, non è più tempo di scherzi né di soluzioni fantasiose ed improbabili, specie dopo l’inquietante rapporto 2011 sul coordinamento della finanza pubblica presentato da poco dalla Corte dei Conti.
In pratica, l'Italia dovrà ridurre il debito pubblico di circa 46 miliardi di euro ogni anno per raggiungere gli obiettivi indicati dall'Unione Europea.
Infatti, l'inasprimento dei vincoli europei prevede una apposita sanzione di tipo praticamente automatico, secondo la quale i paesi che registrano un rapporto tra debito pubblico e PIL superiore al 60% dovranno ridurre lo scarto fra il dato effettivo e questo valore-soglia di un ventesimo all'anno.
Poiché l’Italia ha un debito pari a circa il 120% del PIL, si dovrà ridurlo del 3% all'anno, pari a circa 46 miliardi, il peso cioè di una manovra pesantissima.
Ecco la ricetta:
    1)    Eliminare tutte le spese militari e tutte le missioni all’estero, lasciando solo un nucleo minimo dell’Esercito da conferire nell’ONU, cui va delegata integralmente la Difesa nazionale fino al rientro del debito nei parametri del 60%;
    2)    Cancellare le Comunità Montane e di Arcipelago e fondere tutti i Comuni che ne fanno parte in un unico Comune;
    3)    Cancellare le Unioni di Comuni e fondere tutti i Comuni che ne fanno parte in un unico Comune;
    4)    Eliminare le Province delle città metropolitane e fondere quelle al di sotto dei 300.000 abitanti;
    5)    Fondere i Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti (non facenti parte di Unioni e/o Comunità Montane e/o di Arcipelago);
    6)    Sancire il principio della tendenziale gratuità di tutte le cariche elettive e degli incarichi conferiti dalle Pubbliche Amministrazioni (fatti salvi i rimborsi spese ed un emolumento minimo di sopravvivenza per i non percipiendi reddito);
    7)    Abolire il finanziamento pubblico ai partiti ed agli organi di informazione, sancendo un tetto economico minimo per la propaganda elettorale;
    8)    Inasprire la legislazione contro tutti i fenomeni corruttivi e contro l’evasione e l’elusione fiscale, conferendo ulteriori poteri alla Guardia di Finanza ed introducendo sanzioni severissime;
    9)    Concentrarsi sul rilancio di tutti i settori nei quali siamo competitivi (es.: Ricerca, Turismo, Moda, Cultura, Enogastronomia, Made in Italy, Settori industriali di eccellenza, Artigianato, ecc);
    10)    Sancire per legge il principio della democrazia interna ai partiti politici (poiché l’unica norma costituzionale che riguarda direttamente i partiti è l’articolo 49, secondo il quale tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere “con metodo democratico” a determinare la politica nazionale. L’espressione “con metodo democratico” è stata variamente interpretata, ma non sembra che questa norma obblighi i partiti ad adottare al loro interno una struttura democratica che garantisca a tutti gli associati una uguale partecipazione all’attività di partito. Purtroppo, in sede di Assemblea costituente fu respinto l’emendamento di Mortati che prescriveva che “tutti i cittadini hanno diritto di riunirsi liberamente in partiti che si uniformino al metodo democratico nell’organizzazione interna e nell’azione diretta alla determinazione della politica nazionale”. In quella stessa seduta Moro ribadì che “se non vi è una base di democrazia interna, i partiti non potrebbero trasfondere indirizzo democratico nell’ambito della vita politica del Paese”. Oggi paghiamo i danni e contiamo le macerie della partitocrazia elefantiaca sviluppatasi da tale grave errore di privatizzazione dei partiti).

 

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Commenti

Carissimo Christian, le tue proposte mi trovano "quasi" totalmente d'accordo. Su 7 punti condivisione piena mentre su 3 vorrei esprimere la mia idea. Punto 1) Non condivido la tua idea che avere un esercito professionale sia una "spesa" da tagliare. Limitare le missioni all'estero è condivisbile, ma non rinunciare al nostro esercito che non va inteso come arma di offesa, ma come dote essenziale di ogni Stato con il compito principale ed alto di difendere l'integrita territoriale e collaborare ad eventi di soccorso alla popolazione. Punto 4) Le Provincie vanno abolite TUTTE, sono solo un duplicato amministrativo pachidermico ( e noi ne sappiamo qualcosa vero?). Punto 10) La democrazia in uno Stato, in una associazione o in un partito politico non la si introduce per Legge....... La stessa Costituzione non è sempre garanzia di democrazia, vi è bisogno di vera cultura democratica che parta dai cittadini per arrivare ai partiti e alle istituzioni. Scriverla in una legge è del tutto inutile..... diffonderla con il verbo e con le proprie azioni è essenziale. Comunque democraticamente su 7 punti avevi certamente ragione tu perciò, almeno qui che siamo in democrazia, hai vinto tu..... :-) Cordialmente. Massimiliano